sabato, gennaio 13, 2018

Kinshasa cardinal arcivescovo Laurent Monsengwo congo massacro

Sui social circolano le terribili immagini del 31 dicembre. Padre Albanese: l'unica voce che resta è quella della Chiesa

La rabbia (piuttosto isolata) del cardinale
Alla prova dei fatti, l’ex Zaire potrebbe essere un paradiso terrestre anche se poi, andando avanti di questo passo, rischia davvero l’implosione. «Non rimane che la voce della Chiesa, in particolare quella dell’di Kinshasa, il cardinarcivescovo al Laurent Monsengwo», ha commentato padre Eliseo Tacchella, missiona... Altro...

2 Monu Kumar e Giulio Velluto
Tre chiese vengono attaccate e ricevono minacce prima della visita del Papa in Cile.. “Papa Francesco, le prossime bombe saranno contro la tua tonaca”.. SONO NATI LIBERI DI APPARTENERE A SATANA, E QUESTA LORO LIBERTà NON è LA CHIESA CHE LA INIBISCE! “Non ci sottometteremo mai al dominio che volete esercitare sul nostro corpo, sulle nostre idee e sulle nostre azioni, perché siamo nati liberi di decidere la via che vogliamo intraprendere. Contro ogni religioso e predicatore. Corpi liberi, impuri e selvaggi. Attacchiamo con il fuoco del combattimento facendo esplodere la vostra morale disgustosa”, afferma uno degli opuscoli trovati in uno degli attacchi alle chiese cilene che hanno avuto luogo all’alba di questo venerdì a Santiago del Cile. “Papa Francesco, le prossime bombe saranno contro la tua tonaca”, conclude il testo.

Tre gli attacchi incendiari: contro la chiesa di Santa Elisabetta d’Ungheria alla Stazione Centrale, la cappella Emmanuel a Recoleta e la cappella Cristo Vendedor a Peñalolén. Nei primi due casi è stato trovato lo stesso opuscolo minaccioso, nel terzo non c’era alcun tipo di propaganda.

C’è un quarto luogo nella capitale, la parrocchia Santuario di Cristo Povero, in cui è stata trovata una tanica. I membri del Gruppo Operazioni Speciali (GOPE) stanno indagando sugli attacchi per verificare un possibile collegamento e scoprirne gli autori.

Il Presidente del Cile Michelle Bachelet si è espresso contro gli attentati in un’intervista rilasciata a Radio Oasis: “I fatti sono molto strani, perché non è qualcosa che si possa far risalire a un gruppo specifico, si parla di ‘corpi liberi’ e cose del genere”.

La Bachelet riconosce che ci può essere chi non vede di buon occhio la visita del Pontefice: “Ciò che mi è stato detto è che ad esempio in Colombia ci sono stati gruppi che erano in contatto con un cartello locale. In democrazia la gente può esprimersi, a patto che lo faccia in modo pacifico e adeguato”.

Il Governo cileno presenterà una denuncia contro i fatti, e il sottosegretario agli Interni, Mahmud Aleuy, ha annunciato che si indagherà sull’accaduto.


Simec Auriti il demonio sordo e muto ] Il “sordo Kabila”

Papa Francesco aveva compreso da tempo la gravità del caso Congo. Aveva ricevuto in udienza Kabila, il 26 settembre del 2016 in Vaticano, sottolineando, conclude il direttore di Popoli e Missioni, «l’import...Altro...Gestire
Il massacro silenzioso dei cattolici in Congo. La repressione violenta nel silenzio (o quasi) dell’Europa
Gelsomino Del Guercio/Aleteia Italia | Gen 12, 2018

JOHN WESSELS / AFP

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Sui social circolano le terribili immagini del 31 dicembre. Padre Albanese: l'unica voce che resta è quella della Chiesa

+++Attenzione contiene immagini forti ++++

Una repressione che è passata sotto traccia, silenziosa. Dodici morti, decine di feriti, dodici chierichetti arrestati, persino internet oscurato. Il bilancio delle manifestazioni dell’ultimo giorno del 2017 per i cattolici della Repubblica democratica del Congo è stato drammatico.

Le immagini e i video di quelle giornate che circolano in queste ore sui social network fanno accapponare la pelle.



Le autorità del Congo hanno usato il pugno di ferro per impedire ai cattolici di protestare contro la permanenza al potere del presidente Joseph Kabila, il cui mandato sarebbe scaduto a fine 2016.
Il “gioco” di Kabila

Alla fine del 2016, l’accordo di Saint Sylvester sembrava offrire una via d’uscita alla crisi del Congo. Vennero richieste elezioni entro la fine del 2017, dopo le quali Kabila avrebbe lasciato il potere. Nel corso dell’ultimo anno, tuttavia, il suo regime ha fatto marcia indietro. A novembre, la commissione elettorale ha annunciato un nuovo programma – con un voto alla fine del 2018, estendendo la presidenza di Kabila per almeno un altro anno (L’Indro, 8 gennaio).



Così il giorno di San Silvestro 2017 è diventata la giornata in cui i cattolici si sono concentrati nella capitale Kinshasa per manifestare pacificamente contro Kabila.
Leggi anche: Il Congo di nuovo in fiamme
Sospese le preghiere

A Notre-Dame del Congo, la cattedrale di Kinshasa, le forze di sicurezza hanno usato gas lacrimogeni all’arrivo del leader dell’opposizione Felix Tshisekedi. Agenti e soldati sono entrati nel complesso della chiesa principale, chiedendo alla gente di andare via. Da parte sua il sacerdote ha invitato a «tornare a casa in pace perché c’è un impressionante dispositivo militare e di polizia pronto a sparare».

«Mentre stavamo pregando, i soldati e la polizia sono entrati e hanno usato gas lacrimogeni in chiesa», durante la celebrazione della messa, ha raccontato all’agenzia France Presse (31 dicembre) un fedele della parrocchia di St Michael, nel centro della capitale. «La gente è caduta, i soccorritori stanno rianimando le vecchie signore cadute. Ma il sacerdote non ha smesso di dire messa, ha continuato con i cristiani che non sono fuggiti», ha riferito Chantal, un’altra parrocchiana.




Arcivescovo Delpini compie un significativo gesto di pace


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10 gennaio alle ore 12:04 · Il massacro silenzioso dei cattolici in Congo. La repressione violenta nel silenzio (o quasi) dell’Europa
Gelsomino Del Guercio/Aleteia Italia | Gen 12, 2018

JOHN WESSELS / AFP

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Sui social circolano le terribili immagini del 31 dicembre. Padre Albanese: l'unica voce che resta è quella della Chiesa
L’arresto dei chierichetti

La stessa agenzia ha dato notizia dell’arresto di 12 chierichetti che in abiti liturgici si erano messi alla testa della “marcia pacifica” contro Kabila. I ragazzi, uno dei quali portava un grande crocifisso, sono stati caricati su un veicolo della polizia (La Repubblica, 31 dicembre).


L’assurdo comportamento di Francia e Spagna

Padre Maurizio Albanese, missionario comboniano, direttore della rivista “Popoli e Missioni”, esperto di questioni africane, denuncia ad Aleteia l’atteggiamento ambiguo della politica internazionale sulla gravissima situazione del Congo. In particolare di Francia e Spagna.

«Se da una parte è vero che il capo della diplomazia dell’Unione Europea (Ue), Federica Mogherini, abbia denunciato, lo scorso 3 gennaio, il ricorso alla violenza, l’attacco alla libertà di espressione e il blocco dei mezzi d’informazione da parte del governo di Kabila – evidenzia padre Albanese – la Ue non ha minacciato nuove sanzioni contro Kinshasa. Infatti, stando a fonti diplomatiche accreditate a Bruxelles, i governi di Francia e Spagna, avrebbero impedito che vi fosse una presa di posizione più esplicita».
Leggi anche: Una risposta alla sofferenza nella Repubblica Democratica del Congo
Un Paese ricco e appetibile

È evidente, prosegue Albanese, che, come al solito, dietro le quinte, si celano interessi economici strategici. Stiamo parlando, è bene rammentarlo, di un Paese che possiede il 34% delle riserve mondiali di cobalto, il 10% di quelle di oro, oltre il 50% di rutilio, per non parlare degli ingenti depositi di diamanti, uranio, cassiterite, petrolio e gas naturale. Inoltre, sul territorio congolese si trova circa il 70% delle risorse idriche dell’Africa e dalla sua foresta pluviale si ricava legname d’ogni genere esportato in tutto il mondo.
“Dall’Europa serve coerenza!”

Negli ultimi vent’anni, ricostruisce il missionario comboniano, «vasti settori geografici del Paese, soprattutto sul versante orientale, sono stati teatro di scontri che hanno coinvolto una galassia di gruppi ribelli, molti dei quali finanziati e sostenuti dai Paesi limitrofi (Uganda e Rwanda), coinvolti nell’estrazione illegale delle ricchezze del sottosuolo. Secondo autorevoli fonti della società civile, la svolta sarà davvero possibile nella misura in cui vi sarà maggiore coerenza da parte della comunità internazionale, Europa in primis».

Infatti, dopo l’elezione di Emmanuel Macron alla presidenza francese, Parigi e Kinshasa hanno stretto fitte relazioni diplomatiche.


Onu e Belgio in controtendenza

La posizione di Francia e Spagna è certamente condivisa anche da altre potenze straniere, fa notare padre Albanese, «come il governo cinese che è tradizionalmente allergico all’agenda dei diritti umani, soprattutto quando si tratta di affari. Per carità, sarebbe ingiusto fare di tutte le erbe un fascio. Le Nazioni Unite, per bocca del segretario generale Antonio Guterres, hanno sollecitato il governo congolese a “rispettare i diritti del popolo congolese alla libertà di espressione e alla pacifica manifestazione”. E anche il governo belga ha deplorato “la brutale repressione” di San Silvestro».


Sui social circolano le terribili immagini del 31 dicembre. Padre Albanese: l'unica voce che resta è quella della Chiesa
La rabbia (piuttosto isolata) del cardinale

Alla prova dei fatti, l’ex Zaire potrebbe essere un paradiso terrestre anche se poi, andando avanti di questo passo, rischia davvero l’implosione. «Non rimane che la voce della Chiesa, in particolare quella dell’arcivescovo di Kinshasa, il cardinal Laurent Monsengwo», ha commentato padre Eliseo Tacchella, missionario comboniano e profondo conoscitore della situazione congolese.

Il porporato ha infatti usato parole inequivocabili e molto dure dopo quel 31 dicembre, definendo «mediocre» l’attuale classe politica e «barbari» gli uomini in uniforme che hanno perpetrato le violenze di fine anno. «È tempo per i mediocri di andarsene», ha detto in un comunicato, rilanciato dalla stampa internazionale, lo scorso 2 gennaio.


“Potrebbe esplodere da un momento all’altro”

L’arcivescovo di Kinshasa ha condannato pubblicamente le violenze dei militari al soldo di Kabila, in particolare «il fatto di aver impedito ai fedeli cristiani di entrare in chiesa per partecipare alla celebrazione eucaristica nelle diverse parrocchie di Kinshasa – come si legge nel comunicato – il furto di soldi, di cellulari, la ricerca sistematica delle persone e dei loro beni all’interno della chiesa e per le strade, l’ingresso dei militari, le uccisioni, l’uso delle armi contro i cristiani che avevano in mano bibbie, crocifissi e statue della Vergine».

Una cosa è certa, sentenzia Albanese: «L’ex Zaire è davvero una grande polveriera che potrebbe esplodere da un momento all’altro».
Leggi anche: Liberati i tre operatori Caritas rapiti in Congo
Il “sordo”

Papa Francesco aveva compreso da tempo la gravità del caso Congo. Aveva ricevuto in udienza Kabila, il 26 settembre del 2016 in Vaticano, sottolineando, conclude il direttore di Popoli e Missioni, «l’importanza della collaborazione tra gli attori politici e i rappresentanti della società civile e delle comunità religiose, in favore del bene comune, attraverso un dialogo rispettoso e inclusivo per la stabilità e la pace nel Paese».

Purtroppo, nel caso di Kabila, chiosa Albanese, «è proprio vero quello recita il proverbio: “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”».





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Cari Amici di Facebook, mi sono domandato se fosse corretto condividere queste orribili foto delle violenze perpetrate dal regime del presidente Joseph Kabila a Kinshasa lo scorso 31 dicembre. Ma alla fine ho deciso che fosse necessario farlo per dare voce ad un popolo dimenticato da tutto e da tutti.

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Marco D'Ambrosio Serve sempre a scuotere le nostre coscienze mai sufficientemente sveglie
4Gestire

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Ludovica Tavanti Giusto pubblicare, si deve sapere
1Gestire

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Amelia Cruz fai bene,cosi sappiamo cose fanno e politice al povero popolo.. GrazieGestire

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Carlo C Carli Ringrazio, sia per la delicata avvertenza, sia per il necessario aggiornamento. Condividero anche con i miei contatti. Se volesse dare anche un messaggio specifico, lo inoltrero pure con altri media. Buon lavoroGestire

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Marolga Penazzo Orrore, giusto fare sapere. Direi doveroso
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Francesco Fravolini È delicato avvertire ma è indispensabile conoscere. Grazie!
1Gestire

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Fabio Valenti Sono aberrazioni inaccettabili e mi chiedo com’è possibile che sia la politica internazionale che i media del mondo tacciano sempre su questi temi !?
3Gestire

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Steve Emejuru GRAZIE PADRE!MI SENTO MALE PER LA NOSTRA AFRICA.Gestire

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Nicoletta Anselmi Per tutti i benpensanti alla Salvini...!
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Nella Dal Ben Terribile!Gestire

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Cristiana Fabretti Purtroppo è dolorosamente doveroso farlo.
2Gestire

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Appio Carioca Claudio Ci sono luoghi che sono "non luoghi"...Gestire

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Maria Concetta Corinto Ma e' terribile!!!!! Bisogna fare qualcosa!!!Gestire

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Domenico Savio Pierro Come può un uomo compiere certe azioni contro altri uomini. Perché la coscienza non si oppone ai comandi militari di uccidere e aggredire gente innocente?

Grazie padre Giulio per aver condiviso e quindi "denunciato" questo tragicissimo evento ... e noi qui in Italia a perderci in chiacchiere ...
2Gestire

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Rosalba Morelli Fratelli e amici di Nortro Signore!
Vi seguo ora con la preghiera!Gestire

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Sergio Taccone Terribili queste foto. Giusto pubblicarle.Gestire

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Gabriella Matricardi Sono indignata arrabbiata !! Parole parole!! Non se ne esce fuori!! I media dove sono “ le cosiddette macchine dell’evoluzione delle decnologie!! Se vogliamo definirle così... “” stiamo facendo il loro gioco inconsapevolmente , le così dette” MULTINAZIOLI””Gestire

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Tarcisia Ciavarella Grazie p. Giulio, è giusto far vedere la realta anche se dura e cruda....per far pensare e capire quali sono le nostre responsabilità, anche solo per il tacere certe atrocità. Che Dio ci perdoni e abbi misericordia di loro.
Un Paese ricco e appetibile

È evidente, prosegue Albanese, che, come al solito, dietro le quinte, si celano interessi economici strategici. Stiamo parlando, è bene rammentarlo, di un Paese che possiede il 34% delle riserve mondiali di cobalto, il 10% di quelle di oro, oltre il 50% di rutilio, per non parlare degli ingenti depositi di diamanti, uranio, cassiterite, petrolio e gas naturale. Inoltre, sul territorio congolese si trova circa il 70% delle risorse idriche dell’Afric... Altro...

1 Monu Kumar

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Simec Auriti

35 min ·



Il massacro silenzioso dei cattolici in Congo. La repressione violenta nel silenzio (o quasi) dell’Europa



Il massacro silenzioso dei cattolici in Congo. La repressione violenta nel silenzio (o quasi) dell’Europa

Sui social circolano le terribili immagini del 31 dicembre. Padre Albanese: l'unica voce che resta è quella della Chiesa

it.aleteia.org

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Simec Auriti

36 min ·

Sui social circolano le terribili immagini del 31 dicembre. Padre Albanese: l'unica voce che resta è quella della Chiesa


Una repressione che è passata sotto traccia, silenziosa. Dodici morti, decine di feriti, dodici chierichetti arrestati, persino internet oscurato. Il bilancio delle manifestazioni dell’ultimo giorno del 2017 per i cattolici della Repubblica democratica del Congo è stato drammatico.
Le immagini e i video di quelle giornate che circolano in queste ore sui social network fanno accapponare la pelle.

Le autorità del Congo hanno usato il pugno di ferro per impedire ai cattolici di protestare contro la permanenza al potere del presidente Joseph Kabila, il cui mandato sarebbe scaduto a fine 2016.

Il “gioco” di Kabila

Alla fine del 2016, l’accordo di Saint Sylvester sembrava offrire una via d’uscita alla crisi del Congo. Vennero richieste elezioni entro la fine del 2017, dopo le quali Kabila avrebbe lasciato il potere. Nel corso dell’ultimo anno, tuttavia, il suo regime ha fatto marcia indietro. A novembre, la commissione elettorale ha annunciato un nuovo programma – con un voto alla fine del 2018, estendendo la presidenza di Kabila per almeno un altro anno (L’Indro, 8 gennaio).

Così il giorno di San Silvestro 2017 è diventata la giornata in cui i cattolici si sono concentrati nella capitale Kinshasa per manifestare pacificamente contro Kabila.

Leggi anche: Il Congo di nuovo in fiamme

Sospese le preghiere

A Notre-Dame del Congo, la cattedrale di Kinshasa, le forze di sicurezza hanno usato gas lacrimogeni all’arrivo del leader dell’opposizione Felix Tshisekedi. Agenti e soldati sono entrati nel complesso della chiesa principale, chiedendo alla gente di andare via. Da parte sua il sacerdote ha invitato a «tornare a casa in pace perché c’è un impressionante dispositivo militare e di polizia pronto a sparare».

«Mentre stavamo pregando, i soldati e la polizia sono entrati e hanno usato gas lacrimogeni in chiesa», durante la celebrazione della messa, ha raccontato all’agenzia France Presse (31 dicembre) un fedele della parrocchia di St Michael, nel centro della capitale. «La gente è caduta, i soccorritori stanno rianimando le vecchie signore cadute. Ma il sacerdote non ha smesso di dire messa, ha continuato con i cristiani che non sono fuggiti», ha riferito Chantal, un’altra parrocchiana.
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Newsletter del 01/12/2018:

14 meraviglie del potere della Santa Messa

II Domenica Tempo Ordinario – Anno B – 14 gennaio 2018 14 meraviglie del potere della Santa Messa

Pubblicato da Redazione il Jan 12, 2018 03:34 pm
Leggete questo articolo prima della vostra prossima Messa 1 – Al momento della morte, la vostra maggiore consolazione saranno le Messe a cui avete assistito durante la vostra vita. 2 – Ogni Messa che avete ascoltato vi accompagnerà davanti al Tribunale Divino e vi aiuterà ad ottenere il perdono. 3 – Con ogni Messa potete […]

L'articolo 14 meraviglie del potere della Santa Messa proviene da SpeSalvi.it - Cultura e Informazione cattolica.

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II Domenica Tempo Ordinario – Anno B – 14 gennaio 2018

Pubblicato da B. Giorgetta il Jan 12, 2018 11:34 am
IL VANGELO STRABICO II Domenica Tempo Ordinario – B (1 Samuele 3,3-10.19; 1 Corinzi 6,13-15.17-20; Giovanni 1,35-42) A cura di Benito Giorgetta Con Dio nulla si perde, ma senza Dio tutto è perduto Ascoltiamo il Vangelo: “In quel tempo, Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, […]

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«Non mettere fretta ai fedeli raccolti in silenzio a Messa» Assemblea Consiglio sanitario regionale, Congedo: "Incongruenza nella composizione. La Giunta valuti correzione legislativa e riconosca giusto ruolo agli infermieri"
I rilievi formulati da IPASVI (Infermieri Professionali, Assistenti Sanitari, Vigilatrici d'Infanzia) in merito alla composizione dell'assemblea del Consiglio Sanitario Regionale di cui alla L.R. 29 marzo 2016 n.4 sono fondati e meritano di essere accolti. La composizione dell'assemblea, infatti, mostra evidenti incongruenze tra le diverse rappresentanze delle realtà professionali sanitarie. In particolare la categoria infermieri -che incarna quasi il 50% della forza del sistema sanitario e che svolge un ruolo fondamentale nell'erogazione dei servizi alla salute- è di fatto esclusa dall'assemblea dell'Organismo Sanitario.
Per quanto innanzi, si rende opportuno che la Giunta regionale, ove possibile, tenga nella debita considerazione la necessità della presenza degli infermieri nell'Organismo sanitario e che si attivi unitamente alle Forze Politiche presenti in Consiglio per un'immediata correzione legislativa.
A riguardo il gruppo di Fratelli d'Italia, ove la Giunta non si attrezzasse in tal senso, presenterà una propria proposta di legge.


Shabbat Shalom Lorenzo!
Welcome to Va'era (And He Appeared), this week’s Parasha (Torah Portion).
Please read along with us as we make our way through the Torah portion that will be read in synagogues around the world during this week’s Shabbat (Saturday) service. Enjoy! VA’ERA (And I Appeared)
Exodus 6:2–9:35; Ezekiel 28:25 - 29:21; Revelation 15:1–16:20
“And I appeared [Va’era] to Avraham, Yitzchak, and Yaacov as El Shaddai [אל שדי] but by My name, YHVH [יהוה], I did not make Myself known to them.” (Exodus 6:2–3)


Reading the Torah with a yad (pointer)
In last week’s Torah study, God appeared to Moses at the foot of Mount Sinai in a burning bush, instructing him to lead the Israelites out of Pharaoh’s bondage. Because Moses perceived himself to be slow of speech, God appointed his brother Aaron to be his spokesperson.
When the brothers went before Pharaoh, he refused to let the Israelites go. Instead of making the situation better, the Israelites’ enslavement became more oppressive. Pharaoh required them to gather their own straw (whereas previously it had been provided for them) and still produce the same quota of bricks.
Of course, the children of Israel complained to Moses, so he brought their suffering before God, who reassured him that things would turn around. God told him that He would not only save the Israelites with a mighty deliverance, but Pharaoh would drive them from Egypt.


God Appears to Moses in the Burning Bush, by Eugene Pluchart God Redeems Israel Past, Present and Future
In this Parasha, God promises Moses that He will accomplish four redemptive acts: He would bring out the Israelites from their suffering in Egypt, rescue them from slavery, redeem them from their oppression with His outstretched arm, and take them as His own nation (am).
These four promises are called the Four Expressions of Redemption, and they are traditionally commemorated during the Passover Seder (ritual meal) with four cups of wine.
For each of these acts of deliverance written in Exodus 6:6–7, God used the following Hebrew words:

Hotzeiti (הוֹצֵאתִי), which means I will bring out;

Hitzalti (הִצַּלְתִּי), which means I will rescue;

Ga’alti (גָאַלְתִּי), which means I will redeem; and

Lakachti (לָקַחְתִּי), which means I will take.


Jewish men wearing tallitot (prayer shawls) pray with tefillin (phylacteries)

and siddurim (Jewish prayer books). This Shabbat recieve blessings and be a part of our ministry family. Please Click here God also makes a fifth expression of redemption. He promises He will bring (heveiti הֵבֵאתִי) His people back into their own land.
“And I will bring [heveiti] you to the land I swore with uplifted hand to give to Abraham, to Isaac and to Jacob. I will give it to you as a possession. I am the LORD.” (Exodus 6:8)
Two thousand years ago, when the Jewish People lived in the Promised Land, this fifth expression may have been commemorated during the Seder with a fifth cup of wine.
Although God has been rescuing the Jewish people from their exile and bringing them back into the Land, the fifth cup is considered to represent a complete Redemption through Messiah.
This fifth cup at the Passover Seder, therefore, is called the Cup of Elijah, which is left untouched for the Prophet Elijah, who is expected to return to earth to herald the coming of the Messiah and His Messianic reign.


Five shiny, decorative silver cups filled to the brim with red wine during

a Passover Seder, a ritual meal commemorating the Exodus. The

largest cup is the Cup of Elijah, which remains untouched throughout

the meal.
When God speaks a Word, it will be done as He has said, despite how circumstances appear in the natural.
Still, we live in a fallen world. Many of us suffer from spiritual myopia (short-sightedness) caused by focusing on our own suffering and loss.
The Israelites were no different. They were so downtrodden and grieved in spirit that they simply could not believe what Moses said the Lord would do for them. They couldn’t even listen to his words of hope.
“Moses reported this [promise of the Lord] to the Israelites, but they did not listen to him because of their discouragement and harsh labor.” (Exodus 6:9)
This tendency in human nature should remind us to be patient and merciful as we minister to people.
Even today, there are those whose bondage is so cruel and whose spirit so broken that they also cannot hear those who preach the Good News of Yeshua (Jesus). Sometimes, they must watch us walk in the power of God, seeing signs and wonders before they will listen and believe.
Sometimes, we must faithfully sow seeds, patiently waiting as God grows them.
"I planted the seed, Apollos watered it, but God has been making it grow." (1 Corinthians 3:6)


Harvesting wheat in Israel
As God had commanded them, Moses and his brother Aaron (Aharon) returned to Pharaoh over and over again, demanding that he let God’s people go so that they may serve Him in the wilderness.
This whole account of God’s redemption of Israel from Egypt has a spiritual parallel in our salvation from the kingdom of darkness, ruled by haSatan (literally, the Adversary) and the Kingdom of Light, ruled by the LORD.
We are delivered from haSatan through faith in Yeshua, the Passover Lamb, not simply to walk away and “do our own thing.” As it was for the Israelites, the purpose of our freedom is to serve the living God.
“For He has rescued us from the dominion of darkness and brought us into the kingdom of the Son He loves, in whom we have redemption, the forgiveness of sins.” (Colossians 1:13–14)


The Nile River runs through Cairo. This important river was the location

of the first of ten plagues: blood. Pharaoh Remains Prideful Despite Marvels and Wonders
God gave Moses and Aaron a special sign to show Pharaoh. In Hebrew the sign is called a mofet, which means a marvel or wonder. Aaron was to throw his stick down before Pharaoh, and it would be transformed. In most English translations, we read that the stick became a serpent; but in the Hebrew, the word used is tannin, which means a crocodile.
However, Pharaoh, as God foreknew, still refused to let the people go; therefore, God sent His judgment on Egypt in the form of the Ten Plagues.
“Pharaoh will not listen to you. Then I will lay My hand on Egypt and bring My hosts, My people the children of Israel, out of the land of Egypt by great acts of judgment.” (Exodus 7:4)
These plagues are remembered each year at the Passover Seder during the second cup of wine. One drop is removed from the cup for each of the plagues, while the leader recites the list of judgments in Hebrew.
The idea behind this custom is that our cup (which represents joy) cannot be full while others are suffering.
First, the waters of the Nile River were turned to blood (dam), making it undrinkable. Then frogs (—) swarmed the land, and then an infestation of lice (kinim) tormented man and beast.


Jewish men wearing tallitot (prayer

shawls) listen while the Torah is read

at the Western (Wailing) Wall

in Jerusalem.
Are you blessed, Lorenzo, by our weekly Shabbat Torah teaching?
If you said yes, click to help us share Yeshua so Jewish people can receive Salvation
Until the plague of lice (kinim), the Egyptian magicians and sorcerers were able to duplicate the plagues but, with this plague, they could not. Therefore, they recognized this to be the finger of God.
“Then the magicians said unto Pharaoh: 'This is the finger of God'; and Pharaoh's heart was hardened, and he hearkened not unto them; as the LORD had spoken.” (Exodus 8:19)
Pharaoh had hardened his heart and would not listen to the voice of reason—one of the surest signs of pride. A humble man will receive correction willingly, but a person with pride immediately becomes defensive and will not listen to others. This can bring about his downfall.
“Pride goes before destruction, and a haughty spirit before a fall.” (Proverbs 16:18)
Note the contrast between Pharaoh and Moses, who even today is considered to be the most humble man to walk the earth. When Jethro, Moses’ father-in-law, corrected him on his approach to settling disputes between the Israelites in the wilderness, Moses listened and took heed.
“So Moses listened to the voice of his father-in-law and did all that he had said.” (Exodus 18:24)


Israeli cattle farm
Although Pharaoh promised to let the Jewish People go after the plague of lice, he hardened his heart and reneged on his promise. As a result, God sent swarms of flies (arov) that covered the land, then a disease (dever) that killed all the cattle.
God made a distinction between Israel and Egypt. While all the cattle of Egypt died, not even one of Israel's cattle fell to the disease. (Exodus 9:4)
This underlines the importance and reliability of being in a covenantal relationship with the Almighty God. None of Egypt’s best sorcerers and masters of the occult could save them from the hand of God.
In the sixth plague, when God turned dust into painful boils (shechin) upon man and beast, even the magicians suffered, and they could not stand before Moses because of them. (Exodus 9:9–11)
This week’s Parasha ends with the seventh plague of hail (barad).
God sent thunder, fire and a grievous hail that destroyed anything and everything in the field—man and beast and all vegetation. Only in Goshen where the Israelites lived was there no hail. (Exodus 9:26)


While Scripture promises that the natural cycle of winter and summer will

not end (Genesis 8:22), it does say that God will intervene in Earth's

weather, turning the wilderness green in Israel and blessing Israel with

the early and latter rains (Joel 2:21). It also states that there will be

extreme weather events in the last days (Revelation 16:8–9). In the above

photo, a woman holds a handful of hail that fell in the summer of 2014 in

Sofia, Bulgaria. Like Egypt, Like the World
We know from the book of Revelation that many of these plagues will again strike the inhabitants of the earth in the end times. These events that happened in Egypt foreshadow what is to come—possibly on a global scale—in the final days.
In his vision, John describes the seven last plagues on the earth:
“I saw another sign in heaven, great and marvelous, seven angels having the seven last plagues; for in them is filled up the wrath of God.” (Revelation 15:1)
As God pours out the full bowl of His wrath upon the earth, loathsome sores appear on all those who have taken the mark of the beast and worship his image (Revelation 16:2). Then, just like in Egypt, the waters turn to blood (Revelation 16:3–6). Other plagues also bombard the earth, such as darkness, scorching fire, and destructive hail.
“From the sky huge hailstones, each weighing about a hundred pounds, fell on people. And they cursed God on account of the plague of hail, because the plague was so terrible.” (Revelation 16:21)
May we be ever mindful that we are living in the end times; and while we remain safe in the security of our holy covenant with Elohim, let us patiently share the Good News and diligently pray for mercy upon those who stubbornly continue to rebel against God.

In these troubled, difficult last days, please pray for the salvation of the Jewish People and help us bring the Good News of Yeshua to the Holy Land.
"You will again have compassion on us; You will tread our sins underfoot and hurl all our iniquities into the depths of the sea." (Micah 7:19)
"Hear the word of the LORD, you nations; proclaim it in distant coastlands: 'He who scattered Israel will gather them and will watch over His flock like a shepherd.'" (Jeremiah 31:10)
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