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lunedì, settembre 24, 2018

piano saudita per islamizzare Italia: Qatar Charity Foundation

Il piano saudita per islamizzare l’Italia: soldi e immigrazione. Qatar Charity Foundation. inserita da Israele nella black list delle associazioni che sostengono integralismo e terroristi dal 2011
settembre 24, 2018 https://voxnews.info/2018/09/24/il-piano-saudita-per-islamizzare-litalia-soldi-e-immigrazione/
Per il Qatar, è la Qatar Charity Foundation il veicolo per l’islamizzazione dell’Italia. Ufficialmente, questa fondazione raccoglie soldi per progetti benefici di vario genere: costruzione di scuole, progetti per la salute, lotta alla fame, orfanotrofi e costruzione di moschee. Soprattutto costruzione di moschee, il resto è copertura.

E’ stata inserita da Israele nella black list delle associazioni che sostengono integralismo e terroristi dal 2011, e più volte è stata associata al finanziamento di gruppi islamici operanti in diverse parti del mondo. Ad esempio, Foreign Policy, testata sempre attenta alle vicende internazionali, nel 2013 portava alcune prove per sostenere i legami tra la Qatar Charity e il terrorismo islamico.
Il piano saudita per islamizzare l’Italia: soldi e immigrazione. Qatar Charity Foundation. inserita da Israele nella black list delle associazioni che sostengono integralismo e terroristi dal 2011
Il Qatar usa le sue fondazioni ‘umanitarie’ per penetrare in Italia. Fare proselitismo e islamizzare la società. Quello che fanno gli americani con USAID ad esempio in Ucraina, infettare la società e americanizzarla; lo fa la Qatar Charity Foundation per il governo qatariota.
Il piano saudita per islamizzare l’Italia: soldi e immigrazione. Qatar Charity Foundation. inserita da Israele nella black list delle associazioni che sostengono integralismo e terroristi dal 2011
QATARITALIA https://voxnews.info/2018/09/24/il-piano-saudita-per-islamizzare-litalia-soldi-e-immigrazione/
Dietro assistenza sociale, attività religiosa, istruzione si nasconde un tentativo di egemonizzare gli immigrati e poi scagliarli contro gli autoctoni. Non parliamo del 49% di Alitalia, già grave, ma della nascita di ‘centri culturali’ islamici, moschee e scuole coraniche finanziate dal Qatar. La Qatar Charity Foundation, istituzione tra le più ricche del mondo islamico, ha finanziato con 5 milioni di euro la nascita di un centro di preghiera a Bergamo, non è strano che il signor Parodi, sindaco locale, sia uno strenuo difensore della moschea. https://voxnews.info/2018/09/24/il-piano-saudita-per-islamizzare-litalia-soldi-e-immigrazione/
La Qatar Charity Foundation è attiva ovunque governi il PD. Ha, ad esempio, pagato i lavori per la moschea di Colle val d’Elsa, in Toscana e per quella di Ravenna.
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Il piano saudita per islamizzare l’Italia: soldi e immigrazione. Qatar Charity Foundation. inserita da Israele nella black list delle associazioni che sostengono integralismo e terroristi dal 2011
Il Qatar ha rilevato anche l’ex clinica del San Raffaele a Olbia, annunciando un investimento di 1,2 miliardi di euro. Bastone e carota. Così si comprano i corrotti e i deboli.
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Molto attiva anche la Lega musulmana mondiale, organizzazione islamica con sede a La Mecca e controllata dall’Arabia Saudita. Attraverso il segretario Mohammad Al Issa, ex ministro del regno wahabita spiegà al Corriere della sera come il regno avesse intenzione di comprarsi i politici italiani: “Rifugi, aiuti, soldi, quello che volete. Siamo pronti a mettere molti soldi, un supporto diretto al governo italiano sull’immigrazione. Ma – si lamenta – non siamo riusciti a dirlo al vostro nuovo ministro degli Esteri. Dieci giorni fa dai nostri uffici romani – raccontava Al Issa – abbiamo chiesto con una nota diplomatica un incontro per me col vostro ministro degli Esteri. Ma ci hanno detto che il ministro non era disponibile e potevo vedere un suo vice. Ognuno è benvenuto per me a livello amichevole, ma il protocollo della Lega musulmana non mi permette di incontrare un livello più basso in via ufficiale. E io sto ripartendo per Riyad”.
Il piano saudita per islamizzare l’Italia: soldi e immigrazione. Qatar Charity Foundation. inserita da Israele nella black list delle associazioni che sostengono integralismo e terroristi dal 2011
Il piano saudita per islamizzare l’Italia: soldi e immigrazione. Qatar Charity Foundation. inserita da Israele nella black list delle associazioni che sostengono integralismo e terroristi dal 2011
“Noi – minacciava Al Issa – abbiamo una proposta per l’Italia, sull’integrazione; bisogna capire il background di queste persone, abbiamo studi, informazioni. E possiamo lavorare insieme. L’Italia soffre più degli altri Paesi. Noi vogliamo supportare a 360 gradi il vostro governo, abbiamo un’organizzazione mondiale per farlo e soldi da offrirvi. Denaro che esce direttamente dai fondi della Lega musulmana mondiale. I musulmani – aggiunge – sono fieri di stare in Italia. Sentiamo la responsabilità di partecipare a questa impresa”.
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Il piano saudita per islamizzare l’Italia: soldi e immigrazione. Qatar Charity Foundation. inserita da Israele nella black list delle associazioni che sostengono integralismo e terroristi dal 2011
Sulle moschee: “Bisognerebbe costruirne di più”. Detto da chi vieta la costruzione di chiese e proibisce addirittura di riunirsi a pregare Gesù in casa propria è tragicomico.
https://voxnews.info/2018/09/24/il-piano-saudita-per-islamizzare-litalia-soldi-e-immigrazione/
L’Islam è una forma di sottomissione. E’ sottomissione e invasione. E agisce per via demografica, attraverso l’immigrazione e la sostituzione etnica: non certo per proselitismo.


Spacciatore marocchino non può essere espulso ‘grazie’ a unione civile
settembre 24, 2018 Vox    https://voxnews.info/2018/09/24/spacciatore-marocchino-non-puo-essere-espulso-grazie-a-unione-civile/

Dobbiamo ringraziare anche di questo il PD e le sue fregole di inventarsi le ‘unioni civili’ per accontentare quattro scalmanati delle associazioni gay (il flop dei matrimoni gay è tutto nei numeri): perché i gay non si sposano, ma intanto i clandestini utilizzano questa nuova possibilità per rimanere in Italia.
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E’ il caso di un delinquente marocchino. Si presenta all’Ufficio immigrazione della questura con il contratto di convivenza stipulato in un comune dell’entroterra riminese con la sua “compagna italiana”, ma invece di ottenere il permesso di soggiorno richiesto viene arrestato con l’accusa di aver fatto il reingresso in Italia da clandestino.

Il ventinovenne marocchino è infatti un clandestino, ma ora, grazie all’unione civile con la donna italiana – nonostante l’arresto la condanna e il carcere – non potrà più essere espulso.

Per essere rimandato nella sua patria d’origine gli agenti dovranno dimostrare che l’unione contratta dopo il reingresso è fittizia o che la convivenza sia fasulla. Insomma a “cacciarlo” potrà essere la compagna più che lo Stato.

Nella sua prima “vita” in Italia si distinse come spacciatore. Condannato per droga nel 2009 nelle Marche, e coinvolto in una seconda inchiesta sempre legata alle sostanze stupefacenti, per evitare il carcere scelse la strada alternativa dell’espulsione, come sanzione sostitutiva della pena, accompagnata però dal divieto di reingresso per un periodo non inferiore a dieci anni.

Dopo poco più quattro anni lo straniero tenta di rientrare in Italia, ma viene bloccato a a Taranto e rispedito indietro.

Evidentemente non si rassegna perché, passando dalla Spagna, dove ottiene una carta di soggiorno, rientra sempre clandestinamente in Italia, presumibilmente nel 2015. Più di recente, intanto, grazie al PD cambia la normativa e il patto dei “dieci anni” senza reingresso si dimezza: bastano cinque anni, ma il provvedimento non vale per lui (ma il suo avvocato darà battaglia anche sul punto) e ne è talmente consapevole che prima di chiedere il permesso si fa forte dell’unione civile. Ieri, infine, il marocchino è comparso davanti al giudice: condannato a sei mesi per il reingresso è rimasto in cella solo per scontare il residuo pena della vecchia condanna, divenuta definitiva nel 2017. Quando, a breve, tornerà in libertà sarà ancora un clandestino, ma non potrà più essere espulso.

Vi sembra normale che un delinquente possa rimanere in Italia solo perché ha trovato una povera drogata italiana che si fa sbattere in cambio della droga?
https://voxnews.info/2018/09/24/spacciatore-marocchino-non-puo-essere-espulso-grazie-a-unione-civile/
Si spera che il ‘decreto Pamela’ intervenga anche su questo punto. Ma è necessario anche depotenziare la magistratura. Che mette i bastoni tra le ruote alla volontà popolare di liberarsi dei delinquenti di importazione.

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