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venerdì, luglio 13, 2018

cinismo di Erdogan è senza freni

Migranti: 34 soccorsi da Turchia in Egeo http://bit.ly/2La3zmR il cinismo di Erdogan è senza freni, è stato lui che ha scatenato questa guerra contro ASSAD!
Israele convoca l'ambasciatore Ue http://bit.ly/2mi0x1H Khan vs Trump, difendiamo libertà parola http://bit.ly/2LbEZSD islamici Erdogan non vedono i delitti della shariah, e non leggono le statistiche
SaveMySweden ‏ @SaveMySweden #SwedenSTAN » The #Radicalization of #Sweden. @Derf1717 @Ianmcnamara5 @bagpusbagpus @LanceSilver1 @DorAnnCecil @blackcat9508 @ellibisathide @ashutosh0015 @Snapphanare @stefanmalmm @MickeK69 @iamlarsson @AnneLHR @grecale66 @gavthebrexit #svpol #migpol
islamic invasion shariah Max 🇮🇹 @maxwolf63 Emergenza invasione, un barcone con 450 migranti verso l’Italia. Salvini: “Porti italiani chiusi. Vadano a Malta”: http://riscattonazionale.org/2018/07/13/emergenza-invasione-un-barcone-con-450-migranti-verso-litalia-salvini-porti-italiani-chiusi-vadano-a-malta/ …
stop finziamento pubblico (corruzione Pd Bilderberg ) ai MEDIA. Non v'è altra soluzione. Per difendere il lavoro, occorre una pugna asperrima contro il precariato e in nome della dignità del lavoro, contro il competitivismo globale e per l'interesse nazionale.
#Mattarella si scomoda per islamici shariah #clandestini delinquenti. Ricordatevene quando se ne fregherà di voi se sarete #terremotati, alluvionati, vittime della violenza degli #immigrati, licenziati e disoccupati, sequestrati in uno stato straniero. #VosThalassa #Diciotti
Presidente si interessi della paralisi del sistema giudiziario e dei dispccupati. Con tutto il rispetto per il Presidente della Repubblica..... ma non l' ho mai sentito interessarsi direttamente per i disoccupati, per i terremotati per gli Italiani più sfortunati....
e i genocidi della shariah? Io non mi riconosco in questa #Chiesa di #PapaFrancesco mobilitata contro #Salvini che: santifica #ISLAMICImigranti equiparandoli a #Gesù 2. accusa l’#Italia di #Olocausto si dice pronta a trasformare le #chiese in #moschee e i nostri disoccupati?
come NON vedere i genocidi della shariah? Io non mi riconosco in questa #Chiesa di #PapaFrancesco mobilitata contro #Salvini che santifica i #migranti equiparandoli a #Gesù che accusa l’#Italia di un nuovo #Olocausto e si dice pronta a trasformare le #chiese in #moschee https://bit.ly/2udX6h6
@_Annelein_1 İdam ikinci defa ertelenmiş. Lütfen bu konuda duyarlı olalım. #RaminaHosseinPanahi #StopExecutionofRamin pic.twitter.com/EGbtfZdkbp L'esecuzione è stata rinviata Per favore, cerchiamo di essere sensibili su questo. #RaminaHosseinPanahi #StopExecutionofRamin
Turchia: 'legami Gulen', 24 mandati http://bit.ly/2L4t2yd NON può esistere una soluzione politica: per il vero genocidio del vero Allah! come NON esiste una opposizione che non sia un nemico da abbattere! allora, ci chiediamo: chi è il nemico che la NATO deve combattere.
anche se questo Golpe NON fosse strumentalizzato? tuttavia e sempre NON può esistere una soluzione politica: per il vero genocidio del vero Allah! come NON esiste una opposizione che non sia un nemico da abbattere! allora, ci chiediamo: chi è il nemico che la NATO deve combattere. Tc meclisinin bu saaten sora bir tek kalmis ERDOGAN ‘nin sacmaliklarina kilif yapmak. Il Consiglio della Repubblica di Turchia, l'unico rimasto a fare coprire le sciocchezze di Erdogan.
@EGiaufretEU copts in egypt are all shariah martyrs christian, becouse of you!
copts in egypt are martyrs christian
@GillesBP @pacifici @EGiaufretEU @KnessetIL @FedericaMog @MajaEUspox in all these 30 years, I have been the Observatory on the Martyrdom of Christians in the ARABA LEAGUE: genocide shariah the nazi-Islam; and in all this time, were have you been?
@FedericaMog @MajaEUspox in all these 30 years, I have been the Observatory on the Martyrdom of Christians in the ARABA LEAGUE: genocide shariah the nazi-Islam; and in all this time, were have you been?
@MajaEUspox in all these 30 years, I have been the Observatory on the Martyrdom of Christians in the ARABA LEAGUE: genocide shariah the nazi-Islam; and in all this time, were have you been? in tutti questi 30anni io sono stato l'Osservatorio sul Martirio dei Cristiani nella LEGA ARABA: genocidio shariah il nazi-Islam; e in tutto questo tempo tu sei stata?
Israele convoca l'ambasciatore Ue. Rothshchild Bilderberg il bastone e la carota! Danno i soldi ad ISRAELE per farlo difendere dalla sinagoga di satana (UE ) che sempre loro sono! http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2018/07/13/israele-convoca-lambasciatore-ue_c5dde86e-7ab3-48b6-a010-3c352163ef95.html
perché "Allah è uh akbar" e la Democrazia è stata superata dalla Shariah! e quelle bestie dei kafir?
May Merkel Pd e Mattarella hanno detto: Allah uh akbar" che la Democrazia è stata superata dalla Shariah! e quelle bestie dei kafir?devono diventare dhimmis o devono morire come Murtids


"Mi piace" aggiunto alla Pagina · 10 luglio ·

La Procura di Torino contro il Governo sul blocco dei porti alle navi delle Ong. È ora che la Magistratura si limiti a far rispettare la legge e cessi di fare politica

Cari amici, ieri la Procura di Torino, ai massimi livelli, ha denunciato come “reati che devono essere perseguiti” la decisione del Governo, e specificatamente del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, di chiudere i porti italiani alle navi delle Ong cariche di “migranti”, sostenendo che la magistratura deve intervenire contro dei “comportamenti odiosi” che “incitano all’odio razziale” e che “il cittadino straniero ha diritto di essere tutelato ancor di più degli italiani”.

Ecco le parole del Procuratore capo Armando Spataro:
"Non si può respingere in mare gli immigrati e non vagliare la loro richiesta di status di rifugiato politico. Se per assurdo un barcone di immigrati attraccasse ai Murazzi sul Po, nessuno potrebbe vietare alle persone a bordo di scendere. Se accadesse, tale comportamento sarebbe oggetto di una nostra indagine".
"L’immigrazione è una questione che riguarda tutto il mondo. Esiste il divieto di respingere un rifugiato verso luoghi in cui la sua vita possa risultare minacciata. Non si può respingere in mare gli immigrati e non vagliare la loro richiesta di status di rifugiato politico".

Ed ecco cosa ha detto il Procuratore generale Francesco Saluzzo:
"Sono malamente impressionato per i comportamenti odiosi che si sono manifestati in quest’ultimo periodo, che incitano all’odio razziale nei confronti di soggetti stranieri provenienti soprattutto dall’Africa e dal Medio Oriente. Come se si dovesse comunicare alla gente che è arrivato il momento di passare al contrattacco. Questi comportamenti sono reati che devono essere perseguiti".
"Il cittadino straniero ha egualmente il diritto di essere tutelato nei confronti degli altri stranieri e direi ancora di più degli italiani. Nel senso che se si commettono dei reati nei confronti di uno straniero, non bisogna nè banalizzare nè dire ’beh, in fondo questi se la sono cercata'".
"L’individuo, se deve essere sanzionato, è perchè ha fatto qualcosa, non può essere soggetto ad ulteriori sanzioni che sono quelle dell’umiliazione, dell’aggressione verbale, del dileggio, del disprezzo per ragioni di provenienza o religiose. Questo è semplicemente inammissibile".

Questa è stata la risposta di Matteo Salvini:
"Forse il procuratore capo di Torino pensa che l’intera Africa possa essere ospitata in Italia? Idea bizzarra. Bloccare i porti ai trafficanti non è un diritto ma un dovere. Se qualcuno la pensa diversamente può presentarsi alle elezioni e chiedere cosa ne pensano gli italiani".

Cari amici, io tocco con mano una esplicita invasione di campo della magistratura nella politica. Se ci fosse un reato, ebbene la magistratura proceda. Ma non si può abusare del proprio potere per minacciare e intimidire il Governo. La nostra democrazia è traballante anche perché in Italia non si rispetta più la distinzione tra i tre poteri costituzionali. Da troppo tempo la magistratura opera sia come potere legislativo sia come potere esecutivo. È arrivato il momento in cui la magistratura deve limitarsi a far rispettare la legge, che viene promulgata dal Parlamento ed attuata dal Governo.
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"Mi piace" aggiunto alla Pagina · 29 giugno ·

Cari amici, Beppe Grillo, il fondatore e garante del Movimento 5 Stelle, ha proposto nel suo sito di sostituire la democrazia elettiva con la democrazia della “selezione casuale”. Cioè chi ci rappresenta non verrà più eletto ma sorteggiato tra i cittadini. Ecco il passo centrale del suo ragionamento che potete leggere cliccando http://www.beppegrillo.it/il-piu-grande-inganno-della-politica-e-farci-credere-che-servano-politici/

“Oggi appare chiaro che molti, se non tutti i problemi che abbiamo sono dovuti dal fatto che non riusciamo a vivere insieme. E’ sempre stato difficile, ma ora è diventata una questione importante. Abbiamo mezzi che possono esprimere con troppa violenza il nostro odio. Nel passato almeno avevamo solo le spade. (...) Solo negli ultimi 200 anni abbiamo capito che dovevamo abbandonare sistemi che mettevano a capo un uomo solo e abbracciare le democrazie. Questo nuovo approccio ha conquistato sempre più Paesi ed oggi si può dire che è il sistema più diffuso al mondo. Quindi oggi dobbiamo porci due domande. La prima è se vivere in democrazia sia una buona cosa, la seconda è se le nostre democrazie stanno funzionando bene.
Se rispondiamo come ci hanno insegnato, cioè che va tutto bene, allora c’è un enorme paradosso, una palese contraddizione. Perché non sta funzionando molto bene. La politica è divisa su tutti i temi, i politici non hanno fiducia e il sistema politico è distorto da potenti interessi.
In tutto il mondo è così. Da sempre.
Per risolvere questo paradosso possiamo rinunciare alla democrazia. Eleggiamo un re-dittatore che ignori le norme democratiche, calpesti le libertà e faccia semplicemente le cose come stanno. Ma i primi 4000 anni della nostra storia sono stati così e non mi sembra abbiano fatto granché.
L’altra opzione è quella di dire chiaramente che questo sistema è rotto, non funziona, ma non avendone un altro migliore non ci resta che capire cosa non funziona.
Io un’idea ce l’ho, il suo nome tecnico è “sortition”. Ma il suo nome comune è “selezione casuale”. L’intuizione è di un certo Brett Hennig. L’idea è molto semplice: selezioniamo le persone a sorte e le mettiamo in parlamento.
Sembra assurdo, ma pensateci un attimo. Le selezioni dovrebbe essere equa e rappresentativa del Paese. Il 50% sarebbero donne. Molti sarebbero giovani, alcuni vecchi, altri ricchi, ma la maggior parte di loro sarebbero gente comune. Sarebbe un microcosmo della società.
Tuttavia, ci sarebbe un importante effetto collaterale: se sostituissimo le elezioni con il sorteggio e rendessimo il nostro parlamento veramente rappresentativo della società, significherebbe la fine dei politici e della politica come l’abbiamo sempre pensata.”

Cari amici, Grillo difende questa idea e ci crede veramente. Se lo facesse da comico, che resta la sua principale attività, potrebbe essere oggetto di conversazione. Ma dal momento che il suo pensiero ispira le scelte di fondo del primo partito d’Italia, non può non essere oggetto di preoccupazione.
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Cari amici, Beppe Grillo dice che lo Stato potrebbe essere governato non più da una democrazia elettiva ma da una democrazia della “selezione casuale”, in cui al Parlamento andrebbero i cittadini estratti a sorte.
Ne parliamo alle ore 18 nella Diretta Facebook “Mezz’ora culturale con gli Amici di MCA” su questa pagina Facebook.com/MagdiCristianoAllam. Siete tutti invitati a partecipare con i vostri commenti e le vostre domande. Vi aspetto.
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"Mi piace" aggiunto alla Pagina · 3 luglio ·

Il Nobel per l’Economia Stiglitz dice che se l’Italia uscisse dall’euro “i benefici sarebbero evidenti e notevoli”. Le nostre massaie sanno che con la lira si stava meglio. Ma Salvini e Di Maio non parlano di sovranità monetaria

Cari amici, l’Italia deve uscire dall’euro per stare meglio. Non lo dicono Salvini o Di Maio ma il Premio Nobel per l’Economia l’americano Joseph Stiglitz. In un saggio pubblicato sul sito “Politico”, dal titolo “Come si esce dall’euro”, pubblicato lo scorso 26 giugno, Stiglitz sostiene che “i benefici di un’uscita dell’Italia dall’euro sarebbero evidenti e notevoli” https://www.politico.eu/article/opinion-italy-germany-how-to-exit-the-eurozone-euro-reform/ La traduzione italiana la potete leggere in http://vocidallestero.it/2018/07/01/stiglitz-come-si-esce-dalleuro/
Stiglitz inizia con questa domanda: “Qual è il modo migliore per uscire dall’euro? La domanda torna sul tavolo dopo la nascita del governo euroscettico in Italia. Sì, è vero che i principali ministri si sono impegnati a mantenere il paese nel blocco europeo della moneta unica, ma questi impegni non devono essere visti come immutabili”.
Stiglitz spiega: “L’euro è stato difettoso fin dalla sua origine. Per paesi come l’Italia, l’euro ha tolto due meccanismi fondamentali di aggiustamento: il controllo sui tassi di interesse e il tasso di cambio. E al posto di sostituire questi meccanismi con qualcos’altro, l’euro ha introdotto rigidi parametri sul debito e sul deficit, cioè ulteriori impedimenti alla ripresa economica. Il risultato per l’intera eurozona è stato quello di una minore crescita, soprattutto per i paesi più deboli”.
La crisi economica ha acuito anche altre crisi: “Le spaccature che ne sono risultate hanno reso più difficile risolvere anche gli altri problemi, e in particolare la crisi dell’immigrazione, sulla quale le regole europee impongono un peso eccessivo ai paesi di frontiera che ricevono i migranti, come la Grecia e l’Italia”.
Stiglitz considera la Germania la principale responsabile della crisi dell’Eurozona: “Cosa si debba fare è ben chiaro. Il problema è la riluttanza tedesca nel farlo. L’eurozona ha riconosciuto già da molto tempo la necessità di un’unione bancaria. Ma Berlino insiste nel posticipare la riforma chiave che servirebbe per questo – quella di una garanzia comune sui depositi – che ridurrebbe le fughe di capitali dai paesi più deboli (...) Le politiche economiche adottate dalla Germania al proprio interno aggravano i problemi dell’eurozona”.
Segue l’invito alla Germania di uscire dall’euro: “Se la Germania non vuole intraprendere i passi fondamentali per migliorare l’unione monetaria, potrebbe adottare la seconda miglior scelta, quella di uscire dall’eurozona. Con la Germania (ed eventualmente altri paesi dell’Europa del nord) fuori dall’unione monetaria, il valore dell’euro scenderebbe, facendo aumentare le esportazioni dell’Italia e degli altri paesi dell’Europa del sud”.
Stiglitz spiega perché l’Italia deve uscire dall’euro: “In assenza di riforme significative, i benefici di un’uscita dell’Italia dall’euro sarebbero evidenti e notevoli. Un tasso di cambio più basso permetterebbe all’Italia di esportare di più. I consumatori cambierebbero i prodotti di importazione con prodotti made-in-Italy. I turisti troverebbero il paese più conveniente come destinazione. Tutto questo stimolerebbe la domanda e aumenterebbe il gettito fiscale di cui il governo può disporre. La crescita aumenterebbe, i livelli di disoccupazione dell’Italia (all’11,2 percento, con il 33,1 percento di disoccupazione giovanile) scenderebbero”.
Stiglitz suggerisce all’Italia la via per uscire dall’euro: “La sfida, naturalmente, è quale sia il modo migliore per uscire dall’eurozona minimizzando i costi economici e politici. Un’ampia ristrutturazione del debito, condotta con speciale attenzione alle conseguenze che avrebbe per le istituzioni finanziarie interne, sarebbe essenziale. Senza una tale ristrutturazione, il peso del debito denominato in euro salirebbe, annullando forse una gran parte dei potenziali vantaggi”.
Questa la conclusione di Stiglitz: “Se il nuovo governo italiano sarà in grado di gestire una tale uscita, l’Italia starà meglio. E starà meglio anche il resto d’Europa”.
Cari amici, sono sei i Premi Nobel per l’Economia che hanno bocciato l’euro https://scenarieconomici.it/6-premi-nobel-p-krugman-m-friedman-j-stigliz-a-sen-j-mirrless-c-pissarides-leuro-e-una-patacca/ Ma una semplicissima massaia sa bene che fino al primo gennaio 2002, data in cui fu adottato l’euro, una famiglia italiana di quattro persone viveva dignitosamente con un milione e mezzo di lire. E che l’equivalente in euro, pari a 750 euro, ha ridotto quella famiglia in uno stato di povertà. La verità è che l’euro ha dimezzato il potere d’acquisto e raddoppiato il costo della vita. L’euro ha perpetrato il crimine epocale di trasformare l’Italia ricca in italiani poveri. Ebbene mi auguro che Salvini e Di Maio operino concretamente per liberare gli italiani dalla tirannia dell’euro e per riscattare il diritto dell’Italia a tornare a emettere una propria moneta nazionale. Uno Stato senza la sovranità monetaria non è semplicemente uno Stato. Per ora mi limito a osservare che il tema dell’uscita dell’Italia dall’euro non è menzionato nel cosiddetto “Contratto di governo”.
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"Mi piace" aggiunto alla Pagina · 26 giugno ·

Siamo di fronte a una politica spregiudicata che persegue il potere costi quel che costi, con alleati che diventano rivali, manipolando i contenuti e ingannando gli elettori

Buongiorno amici. Al governo nazionale la Lega è alleata del Movimento 5 Stelle contro il Centrodestra e il Centrosinistra che stanno all’opposizione. A livello locale, Regioni, Province e Comuni, la Lega è alleata del Centrodestra contro il Movimento 5 Stelle e il Centrosinistra schierati sul fronte opposto. Nel Parlamento Europeo, la Lega fa parte del Gruppo “Europa delle Nazioni e delle Libertà” insieme al Fronte Nazionale di Marine Le Pen; mentre il Movimento 5 Stelle è schierato con il Gruppo avverso della “Europa della Libertà e della Democrazia diretta” insieme all’Ukip di Nigel Farage; infine Forza Italia aderisce al Gruppo del tutto contrapposto del “Partito Popolare Europeo” capitanato dalla CDU di Angela Merkel.
Che cosa ci dicono questi fatti? Che siamo di fronte ad una politica dove il potere è sconnesso dai contenuti che identificano un partito e che si sostanziano di valori, di idee, di ideali e di una prospettiva. Questi contenuti si rivelano uno specchietto per allodole per carpire il consenso degli elettori. Ma subito dopo il voto la gestione del potere segue logiche diverse, anche a costo di rinnegare gli impegni assunti e tradire i propri elettori. In definitiva si sta accreditando una politica del tutto spregiudicata, dove tutto e il contrario di tutto diventano leciti pur di conquistare il potere.
Resta il fatto che questa politica appiattita sul potere costi quel che costi ha il respiro corto, proprio perché si è costretti a navigare a vista pur di perpetuare il proprio potere, senza una rotta certa e soprattutto senza il conforto di un traguardo che simbolicamente rappresenta il successo nell’adempimento del bene comune che dà un senso profondo al nostro impegno nella politica.
Cari amici, per tutto ciò sono moralmente contrario a questo sodalizio contro-natura tra la Lega e il Movimento 5 Stelle al governo nazionale, così come la considero politicamente una scelta miope e controproducente nel medio e lungo termine. Dobbiamo impegnarci affinché l’Italia possa essere governata da una coalizione coesa sul piano dei contenuti politici, in cui le azioni concrete prevalgano sulle denunce speculative e, soprattutto, in cui il bene dei cittadini primeggi rispetto alla ricerca ossessiva del consenso da parte dei leader e dei partiti. Andiamo avanti. Insieme ce la faremo.
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"Mi piace" aggiunto alla Pagina · 23 giugno ·

Buongiorno amici. Nove anni fa, per uno di quei casi che ti fanno comprendere che nulla accade per caso nella vita, ho conosciuto Marialuisa Bonomo nell’ambito della mia campagna elettorale per la Presidenza della Regione Basilicata. Marialuisa si rese disponibile volontariamente, insieme a un centinaio di nuovi amici, per sostenermi nell’impresa più che ardua di scalzare dal potere il regime consociativo catto-comunista che da circa 30 anni sta devastando una Regione straordinariamente prospera e sta impoverendo e condannando all’emigrazione i lucani. Ottenni circa 30 mila preferenze e conquistammo un seggio nel Consiglio Regionale. Purtroppo quel patrimonio politico e soprattutto di amicizie si è disperso. Ma Marialuisa mi ha seguito fedelmente prima come assistente nel Parlamento Europeo e poi come assistente personale nella mia intensa attività di scrittore e conferenziere. Senza il suo contributo professionale e la sua vicinanza umana non avrei potuto fare tutto ciò che ho fatto. Le sono immensamente grato e le auguro sinceramente tutto il bene del mondo.
— con Magdi Cristiano Allam
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"Mi piace" aggiunto alla Pagina · 15 giugno ·

#FreeTommy: mobilitiamoci per la liberazione di Tommy Robinson detenuto in un carcere pieno di islamici per aver denunciato i crimini dell’islam

Cari amici, la Gran Bretagna che è stata la più antica democrazia parlamentare al mondo, rischia di trasformarsi nella prima teocrazia islamica d’Europa. Dallo scorso 25 maggio è finito in carcere l’attivista anti-islamico e giornalista indipendente Tommy Robinson, fondatore ed ex leader del movimento English Defense League (Edl). È stato arrestato con l’accusa di turbare l’ordine pubblico. Di fatto, all’esterno di un tribunale a Leeds, raccontava in diretta Facebook l’ennesimo processo ai membri di uno dei gruppi di stupratori seriali – perlopiù di origini pachistane - che per decenni hanno molestato e violentato, torturato e talvolta ucciso, decine di migliaia, forse addirittura un milione di minori britannici. Trascinato di fronte a un giudice in assenza del suo avvocato, Tommy Robinson è stato sommariamente condannato a 13 mesi di reclusione per oltraggio alla corte, e prontamente trasferito nel penitenziario di Hull. Il giudice che ha convalidato il suo arresto, reso esecutivo in appena cinque ore, si è premurato poi di censurare la stampa nazionale, intimando con un’ordinanza di non dare copertura alla vicenda. Tommy Robinson, il cui vero nome è Stephen Christopher Yaxley-Lennon, rischia la vita in carcere dove la maggioranza dei detenuti sono musulmani.
Cari amici, si può legittimamente obiettare sui metodi impiegati da Tommy Robinson, ma la causa che promuove è sacrosanta. Denunciare e combattere gli stupratori seriali islamici, evidenziare l’incompatibilità dall’islam con il rispetto della pari dignità tra uomo e donna e della sacralità della vita di tutti, significa promuovere una missione civile e etica. Ma in una Gran Bretagna che da 37 anni ha legittimato i tribunali islamici, che ha il maggior numero di moschee d’Europa, che ha la propria capitale e diverse città amministrate da sindaci islamici, che ha recentemente nominato un ministro dell’Interno islamico, che ha scuole coraniche come in Pakistan e scuole pubbliche britanniche dove si legittima l’islam come religione di pace, che ha la più consistente presenza di terroristi islamici e che ha registrato i primi attentati suicidi in Europa perpetrati da musulmani con cittadinanza europea il 7 luglio 2005 a Londra, Tommy Robinson non viene considerato un eroe nazionale che si batte contro l’islamizzazione, ma bensì un nemico dello Stato. La verità è che in questa Gran Bretagna che si è già arresa all’islam, Tommy Robinson va eliminato perché contrasta la deriva di uno Stato che ha abdicato alla propria civiltà, al punto che ufficialmente non si considera più uno Stato cristiano.
Cari amici, mobilitiamoci per la liberazione di Tommy Robinson. Cominciamo con l’aderire alla campagna internazionale diffondendo l’hashtag #FreeTommy. Facciamo conoscere la sua causa. Denunciamo la follia dell’islamofilia che ha contagiato l’Europa e la prospettiva di codificare il reato di islamofobia. Dobbiamo assolutamente prevenire che in carcere possa essere assassinato dai terroristi islamici. Tommy Robinson deve essere liberato subito!
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"Mi piace" aggiunto alla Pagina · 7 giugno ·

Cari amici, pur non interessandomi affatto di calcio, per il secondo giorno mi occupo di temi legati al calcio. Ieri ho denunciato la resa al terrorismo palestinese da parte della Nazionale di calcio dell’Argentina che ha annullato un’amichevole che era in programma sabato 9 giugno, a Gerusalemme. Oggi mi occupo della scarsa considerazione manifestata da Mario Balotelli all’ipotesi di indossare lui la fascia di capitano della Nazionale di calcio dell’Italia e dell’idea che se ciò avvenisse rappresenterebbe un bel segnale per gli immigrati africani.
Mario Balotelli, nato a Palermo da genitori ghanesi, affidato a una famiglia italiana da cui ha preso il cognome, ha sempre vissuto in Italia e non è mai stato in Africa. Dovrebbe essere più che orgoglioso di diventare il capitano della Nazionale. Eppure in un’intervista ha detto: “Devo essere sincero. Fare il capitano, per me, non cambierebbe più di tanto. Io sono in questa Nazionale per fare gol, non per fare il capitano. Per gli altri potrebbe essere un bel segno: soprattutto per gli immigrati africani, sarebbe un segnale forte per chi come me è originario dell'Africa. Ma quello che serve, da me, sono principalmente i gol".
Secondo Balotelli in Italia ci sarebbe “troppo razzismo”: «Sono nato in Italia ma ho atteso 18 anni la cittadinanza. Io non mi sono mai abbattuto e faccio un appello: c’è troppo razzismo, la legge deve cambiare». Di fatto, conformemente alla legge n. 91 del 5 febbraio 1992, Balotelli ha dovuto attendere il compimento del 18º anno di età per poter ottenere la cittadinanza italiana poiché il suo affido non era stato convertito in adozione. Comunque con l’attuale legge, denominata “ius sanguinis”, che Balotelli vorrebbe cambiare, hanno ottenuto la cittadinanza italiana 220 mila stranieri nel 2016 e altrettanti nel 2017, anche senza conoscere una sola parola d’italiano. Bocciare questa legge immaginandola come “razzista”, mentre in realtà è fin troppo permissiva, significa ignorare la realtà.

Cari amici, io penso che Mario Balotelli la fascia di capitano non la meriti. Chi dice “fare il capitano, per me, non cambierebbe più di tanto”, non è degno di rappresentare l’Italia. Chi immagina che in Italia ci sia “troppo razzismo”, significa che non ha la testa a posto, che non vive tra la gente. Balotelli non sa che all’opposto gli italiani sono fin troppo accoglienti e fin troppo tolleranti con gli stranieri, al punto che oggi in Italia ad essere discriminati sono gli stessi italiani, perché si riservano agli stranieri dei privilegi che non vengono accordati ai milioni di italiani poveri.
Balotelli avrebbe dovuto sentirsi orgoglioso e onorato di diventare capitano della Nazionale, avrebbe dovuto dire che è un bel segno per tutti gli italiani che l’hanno amorevolmente accolto, accudito, curato, messo nella condizione di diventare uno dei giocatori più pagati e più spendaccioni al mondo, confermando che l’Italia non è affatto un paese razzista. Balotelli dovrebbe vergognarsi di ciò che ha detto e chiedere scusa agli italiani. Gli italiani meritano rispetto e gratitudine perché sono fin troppo buoni, altro che “troppo razzisti”. Se dipendesse da me, Balotelli non lo farei proprio giocare in Nazionale. Altro che dargli la fascia da capitano. L’Italia o la si ama, o non la si merita.
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"Mi piace" aggiunto alla Pagina · 13 giugno ·

Cari amici, questa mattina 932 cosiddetti migranti sono sbarcati nel porto di Catania a bordo della nave Diciotti della Guardia costiera, che li ha salvati durante sette operazioni di soccorso al largo della Liba. Ne deduciamo che i porti italiani, di cui il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha ordinato la chiusura, erano interdetti alla nave Aquarius con a bordo 629 migranti, ma non a tutte le navi. Aquarius è una nave da ricerca e soccorso (SAR) della organizzazione non governativa internazionale italo-franco-tedesca SOS Méditerranée (MSF. La nave Diciotti è invece della nostra Guardia Costiera.
Cari amici, in ogni caso il blocco dei porti è un provvedimento di emergenza. Ciò che serve è il ripristino delle nostre frontiere, che significa che dalle frontiere marittime, terrestri e aeree entrano solo chi è debitamente autorizzato, solo chi ha i documenti in regola. Senza alcuna eccezione.
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"Mi piace" aggiunto alla Pagina · 6 giugno ·

La Nazionale di calcio dell’Argentina rinuncia alla partita a Gerusalemme a causa delle minacce palestinesi: è una vittoria del terrorismo e una sconfitta del mondo civile

Cari amici, sabato 9 giugno la Nazionale di calcio dell’Argentina avrebbe dovuto giocare un’amichevole a Gerusalemme con la squadra di Israele. Ma dopo le esplicite minacce del generale palestinese Jibril Rajoub, ex capo dei Servizi segreti, attuale presidente della Federcalcio palestinese, indicato come possibile successore del Presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen, l’Argentina ha rinunciato. Rajoub ha minacciato l'Argentina di non giocare con Israele a Gerusalemme altrimenti "milioni di tifosi palestinesi e arabi bruceranno la maglietta di Lionel Messi". A
Barcellona, dove l’Argentina si allenava, un gruppo si è presentato a bordo campo con le bandiere dell’Argentina e la maglia 10 di Messi macchiate di sangue. I giocatori si sono rivolti all'Afa, la Federazione calcistica dell'Argentina, manifestando la loro preoccupazione per le minacce ricevute. La decisione di annullare la partita è stata presa dallo stesso presidente argentino Mauricio Macrì, che avrebbe dovuto assistere alla partita assieme a una delegazione di uomini di affari della comunità ebraica argentina.
Rajoub ha esultato dopo la decisione dell’Argentina di annullare la partita, sostenendo: "I valori, l'etica e il messaggio dello sport hanno vinto oggi, mostrando ad Israele il cartellino rosso. La cancellazione è un colpo al governo di Israele".
Il ministro dello Sport israeliano, signora Miri Regev, ha denunciato «minacce di gruppi terroristici ai calciatori latinoamericani. Da quando hanno annunciato che avrebbero giocato in Israele, gruppi terroristici hanno inoltrato ai giocatori della nazionale argentina e ai loro congiunti messaggi e lettere, includendo chiare minacce che avrebbero colpito loro e le loro famiglie».
Il ministro della Difesa israeliano Avigdor Lieberman ha detto: "E' una vergogna che le star del calcio argentino abbiano ceduto alle pressioni di chi odia Israele il cui unico obiettivo è quello di danneggiare il diritto di Israele alla sua difesa e di provocare la sua distruzione. È un peccato che la nobiltà calcistica dell'Argentina non abbia resistito alle pressioni di chi incita all'odio contro Israele".
"E' stato giusto non andare in Israele - ha detto l'attaccante della Juventus e della Nazionale argentina Gonzalo Higuain - la sicurezza viene prima di tutto: alla fine è stata fatta fare la cosa giusta, la sicurezza e il buon senso sono al primo posto".
Mentre l’Autorità Nazionale Palestinese, che è l’istituzione riconosciuta a livello mondiale come rappresentante del popolo palestinese, esulta per il successo di questa sua azione terroristica, i militanti islamici di Hamas da Gaza esultano per il lancio di oltre 600 aquiloni più alcune mongolfiere incendiarie dalla Striscia di Gaza. Israele è riuscito ad abbatterne con dei droni circa 400, ma 200 hanno appiccato una miriade di piccoli incendi e distrutto quasi un ettaro di coltivazioni e vegetazione, ma soprattutto seminato il terrore tra i cittadini israeliani che risiedono vicini al confine. E proprio oggi Israele ha annunciato l’arresto di un commando di terroristi palestinesi incaricato di assassinare il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il Sindaco di Gerusalemme Nir Barkat.

Cari amici, Israele è l’unico Stato al mondo di cui gli Stati islamici disconoscono il diritto ad esistere come Stato del popolo ebraico. I palestinesi ed alcuni Stati islamici, tra cui l’Iran, predicano l’annientamento di Israele. Prendiamo atto che sia i “moderati” dell’Autorità Nazionale Palestinese sia i radicali di Hamas condividono l’odio e la pratica del terrorismo nei confronti di Israele. Se l’Argentina si è piegata al terrorismo scatenato dall’Autorità Nazionale Palestinese è una vittoria del terrorismo e una sconfitta del mondo civile. Si tratta di un gravissimo precedente: d’ora in poi i palestinesi sanno che è sufficiente minacciare di morte il mondo civile per ottenerne la resa.
 
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"Mi piace" aggiunto alla Pagina · 4 giugno ·

Cari amici, il 2 giugno, parallelamente alla Festa della Repubblica, Luigi Di Maio, capo politico del Movimento 5 Stelle e neo-ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, festeggiando a Roma la nascita del primo governo del Movimento 5 Stelle, ha chiamato Sergio Bramini, l’imprenditore fallito per i mancati versamenti da parte dello Stato, annunciando che Bramini sarà consulente del suo ministero e, per zittire alcuni fischi critici nei confronti dello Stato, ha detto: «Ora lo Stato siamo noi».
Di Maio evidentemente confonde tra il partito, il governo e lo Stato. Lui è certamente capo politico del suo partito, il Movimento 5 Stelle. Così come è certamente partecipe del governo nato il primo giugno con il sodalizio contro-natura tra il Movimento 5 Stelle e la Lega. Ma Di Maio non è lo Stato. Lo Stato è l’entità nazionale, sovrana, costituzionale e di diritto che sostanzia l’Italia. Lo Stato è l’insieme dei cittadini depositari della sovranità popolare, è il territorio nazionale su cui si esercita la sovranità, è la Costituzione e l’ordinamento giuridico che connotano lo stato di diritto. Quindi Di Maio avrebbe dovuto più correttamente dire: «Ora al governo ci siamo noi». Soltanto Luigi XIV, ribattezzato Re Sole, avrebbe detto «Lo Stato sono io». Ma in quel caso la Francia era una monarchia assoluta che si concepiva tale per diritto divino. Ma non è il caso della nostra Italia repubblicana.
Cari amici, ci auguriamo che chi ci governa abbia una adeguata cultura politica. Sarebbe una catastrofe se dovessimo essere governati da autodidatti. Nel caso di Di Maio sembra che abbia preso lezioni serali di politica da Giorgio Napolitano, il burattinaio del colpo di stato finanziario con cui il 16 novembre 2011 fu imposto Mario Monti a capo del Governo, dopo aver estromesso Silvio Berlusconi manipolando l’impennata dello spread. Napolitano, più dei suoi predecessori, ha violato ripetutamente la nostra Costituzione che sancisce la nostra democrazia parlamentare esercitando il suo ruolo di Presidente della Repubblica come se fossimo una democrazia presidenziale, come se lui fosse stato il vero Presidente del Consiglio depositario del potere esecutivo. Forse è per questo che Di Maio confonde tra il partito, il governo e lo Stato. Noi glielo vogliamo far presente e continueremo a vigilare affinché nessuna forza politica si appropri e assoggetti lo Stato ai propri orientamenti politici. Perché lo Stato siamo tutti noi. Compresi i milioni di italiani che non hanno votato il Movimento 5 Stelle e si vergognano di essere rappresentati da personaggi del calibro di Di Maio.
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"Mi piace" aggiunto alla Pagina · 31 maggio ·

Morire per Paolo Savona? Sembra rientrare la grave crisi istituzionale tra Mattarella, Salvini e Di Maio. Si è trattato di un clamoroso fraintendimento o di una spregiudicata strumentalizzazione politica?

Morire per Paolo Savona? Cari amici, mi domando come sia stato possibile che, all’improvviso, Savona sia assurto al rango di salvatore della Patria, che sia diventato la causa di una grave crisi istituzionale, con il Presidente della Repubblica che viola in modo flagrante la Costituzione pur di impedirne la nomina a ministro del Tesoro e dell’Economia, e con la Lega che considera la sua nomina come irrinunciabile anche a costo di far fallire il nascente governo con il Movimento 5 Stelle, pur non essendo Savona neppure un suo aderente? Come sia stato possibile che Sergio Mattarella e Matteo Salvini siano arrivati al punto di scontrarsi frontalmente concependo, ognuno dal suo punto di vista, che l’unica alternativa a Savona è la fine del governo che beneficia della maggioranza in Parlamento?
Ma se Savona fosse il salvatore della Patria perché non è mai stato finora evocato dalla Lega o dal Movimento 5 Stelle, perché non gli è stato offerto un seggio in Parlamento per valutarne il credito popolare, perché il suo nome e le sue idee sono stati del tutto assenti in campagna elettorale?
Possibile che all’improvviso la Lega abbia scoperto e all’improvviso sia rimasta folgorata da Savona, elevandolo a emblema del riscatto della sovranità dell’Italia e a campione della resistenza allo strapotere dell’Eurocrazia sottomessa alla Germania? Possibile che Salvini non abbia ritenuto di valorizzare due personalità che hanno aderito alla Lega e che sono stati eletti in Parlamento, indubbiamente favorevoli al riscatto della sovranità monetaria e all’uscita dall’euro, del calibro di Alberto Bagnai e Claudio Borghi, che oltretutto sarebbero più presentabili in un governo con due leader giovani, considerando che Savona ha 82 anni, la stessa età di Silvio Berlusconi al quale lo stesso Salvini ha ricordato che sarebbe ora che si facesse da parte?
Possibile che sia Mattarella sia Salvini e anche Di Maio non sappiano che, al di là dell’evocare un mai sostanziato “Piano B”, Savona non solo non è contrario all’uscita dell’Italia dall’euro ma, all’opposto, vuole gli Stati Uniti d’Europa, cioè la fine dell’Italia come Stato nazionale sovrano, vuole una Banca Centrale Europea che governi direttamente la finanza degli Stati dell’eurozona, vuole una moneta comune ancora più forte?
Possibile che siano tutti ignoranti o degli sprovveduti, oppure dobbiamo sospettare che abbiano strumentalizzato Savona per creare una crisi istituzionale e poterla sfruttare, nel caso di Mattarella, per compiacere l’Eurocrazia e, nel caso di Salvini e Di Maio, per fini elettorali?
Comunque sia Savona è stato voluto fortemente nel governo e a questo punto ci rimarrà, anche se affidandogli un altro ministero. Sarà il compromesso per salvare la faccia. Mattarella eviterà la vergogna della messa in stato d’accusa. Più Salvini che Di Maio potranno cantare mezza vittoria sostenendo che Savona farà parte del governo a dispetto del veto ideologico e incostituzionale di Mattarella. Ed è così che rientrerà la grave crisi istituzionale. Mattarella, Salvini e Di Maio poseranno per la foto istituzionale abbozzando ampi sorrisi. Come spesso avviene nella nostra politica, tutto finirà a tarallucci e vino.
 
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"Mi piace" aggiunto alla Pagina · 30 maggio ·

L’Italia si è aggiudicata un altro triste primato: siamo lo Stato più caotico, più instabile e meno credibile del mondo civile e democratico. La responsabilità è dell’inadeguatezza di Mattarella e del fallimento della partitocrazia

Cari amici, che caos che è diventata la nostra amata Italia! Ormai anche le menti più fini e gli esperti più qualificati faticano a capire quello che sta accadendo, figuriamoci a prevedere la prospettiva che ci aspetta.
Il principale responsabile di questo caos, e fosse anche solo per questa ragione dovrebbe rassegnare le dimissioni, è il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. A mio avviso, già dallo scorso 5 marzo, preso atto che non c’era una maggioranza politica coesa votata dagli italiani, avrebbe dovuto indire nuove elezioni. Avrebbe potuto affidare allo stesso governo dimissionario e tutt’ora preposto al disbrigo degli affari correnti, guidato da Paolo Gentiloni, l’incarico di emendare la legge elettorale, conformemente alla sentenza della Corte Costituzionale del dicembre 2016, introducendo il voto di preferenza per assicurare il diritto degli elettori a scegliere gli eletti, integrandola con il premio di maggioranza per garantire la stabilità governativa, stabilendo la quota a partire dalla quale viene attribuito alla coalizione o al partito vincente.
Invece Mattarella si è ostinato a voler formare un governo costi quel che costi. Ma si è rifiutato di dare l’incarico di formare il governo a Matteo Salvini nella sua veste di rappresentante della coalizione di Centrodestra uscita vittoriosa alle elezioni, perché Salvini non è gradito all’Unione Europea. Così come non l’ha dato a Luigi Di Maio, leader politico del Movimento 5 Stelle, risultato il partito più votato. Sia Salvini sia Di Maio hanno svolto delle consultazioni autonomamente, pervenendo alla formazione di un governo contro-natura, considerando che i rispettivi partiti hanno contenuti politici ed elettori contrapposti. Per risultare accettabili hanno affidato l’incarico di capo del governo a un tecnico, l’avvocato e docente universitario Giuseppe Conte, seppur indicato dal Movimento 5 Stelle.
Ma a questo punto Mattarella ha opposto un veto alla nomina di Paolo Savona a ministro dell’Economia, adducendo la motivazione che vorrebbe far uscire l’Italia dall’euro. Mattarella ha violato gli articoli 87 e 92 della Costituzione, che escludono che tra le prerogative del Presidente della Repubblica ci sia il veto alla nomina di un ministro, così come ha interferito illegittimamente nella proposta politica del costituendo governo e ciò è incompatibile con la natura parlamentare della nostra democrazia. Mattarella si è spinto al punto, dopo che Conte ha rimesso il mandato domenica scorsa, di affidare l’incarico a un tecnico, l’economista Carlo Cottarelli, legato al Fondo Monetario Internazionale, nonostante non abbia alcuna possibilità di ottenere la fiducia del Parlamento. Dopo l’impennata dello spread e l’annuncio della messa in stato d’accusa per attentato alla Costituzione, Mattarella nelle ultime ore ha fatto marcia indietro, ha bloccato la formazione del governo tecnico di Cottarelli, e ha riaperto la trattativa per un governo politico espresso dal Movimento 5 Stelle e Lega.

Questo caos è indubbiamente responsabilità anche dei partiti che, prima hanno tradito gli italiani, dando loro una pessima legge elettorale priva sia del voto di preferenza, che è il fulcro della democrazia perché suggella il rapporto fiduciario tra elettori e eletti, sia del premio di maggioranza fondamentale per garantire la governabilità in un quadro politico tripolare. Poi il Movimento 5 Stelle e la Lega hanno tradito se stessi e i propri elettori, decidendo di formare insieme un governo sulla base di un “contratto”, come se il governo fosse una comproprietà che si acquisisce definendone le condizioni. Dopo la bocciatura del governo, il Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia hanno annunciato la messa in stato d’accusa di Mattarella chiedendone le dimissioni. E dopo il ripensamento di Mattarella, che probabilmente ha capito in ritardo di aver violato la Costituzione, Di Maio ha ritirato la richiesta di messa in stato d’accusa, Giorgia Meloni si è detta disponibile a far parte del nuovo governo dopo aver accusato Salvini di aver tradito, mentre Fratelli d’Italia e Lega hanno lanciato una campagna di raccolta firma per una legge di iniziativa popolare a favore dell’elezione diretta del capo dello Stato. Il ragionamento è il seguente: se Mattarella, e prima di lui Napolitano, Scalfaro e Cossiga, si sono comportati come se l’Italia fosse una Repubblica presidenziale, tanto vale modificare il nostro assetto istituzionale. Di fatto significa che, al di là degli abusi di Mattarella, anche chi lo condanna preferisce la Repubblica presidenziale.
Cari amici, in che stato siamo ridotti! Vedremo come andrà a finire. Ci auguriamo che al più presto gli italiani possano tornare a votare ma con una legge che garantisca il primato della sovranità popolare, sequestrata dalla partitocrazia, e che premi un governo capace di riscattare la sovranità nazionale, ostaggio dell’Eurocrazia asservita alla grande finanza speculativa globalizzata. Acquisiamo e diffondiamo informazione corretta. Mobilitiamoci per riappropriarci del nostro inalienabile diritto ad essere pienamente noi stessi dentro casa nostra. Andiamo avanti. Insieme ce la faremo.
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Islamist Violence against Christians in Uganda Injures Pastors, Stops Church Services
Threats compel pastor to send his children to another village.
By Our East Africa Correspondent
 A stone knocked pastor Tom Palapande unconscious at a Muslim-Christian debate in eastern Uganda. (Morning Star News)NAIROBI, Kenya, July 13, 2018 (Morning Star News) – In further anti-Christian hostilities in eastern Uganda, Muslims knocked a pastor unconscious at a debate and Islamist threats in another village put a halt to worship services.

Threats by Muslims in Mazuba village, Namutumba District, stopped worship services in a half-constructed church building and led the pastor to send his children to another town, he said.

“The church members are now living in great fear for their lives and have stopped attending church services,” pastor Maseruwa Budallah told Morning Star News.

The 55-year-old pastor had resettled his family in Mazuba five years ago after fleeing persecution by Muslims in Sironko village, 70 kilometers (43 miles) away. In April, Muslims in Mazuba noticed that some Muslims had become Christians and were attending his church, and Muslim schoolchildren learned from Christian children that the pastor had left Islam to become a Christian.

Word that he was a convert from Islam spread quickly, and Muslim schoolchildren began bullying the pastor’s eight children, Pastor Budallah said. As area Muslims threatened to kill his children, the pastor and his wife felt compelled to send them to a boarding school in another town.

At beginning of the year Pastor Budallah donated a part of his land for construction of a church building. After walls had been built, however, area Muslims learned that he was a convert from Islam and put a stop to construction, he said. Besides confronting the pastor – telling him to stop construction as well as discontinue worship services – they have sent him threatening messages, he said.

“We know your tricks, that your intention of building the church is for you to convert our members to Christianity,” they wrote in a letter to him on May 8. “If you continue building the church, then you are risking your life as well as the life of your church members.”

Pastor Budallah also received threatening messages from his relatives back in Sironko, he said.

“You have refused to come back home, and we hear that you have started building a church for infidels,” read one text message. “Know that Allah is going to deal with you soon, and you will not finish it nor pray in it.”

Debate Violence
In Butaleja District, also in eastern Uganda, a pastor was knocked unconscious when irate Muslims threw rocks at him and other church leaders during a debate on Christianity and Islam in Kuwait village, sources said.

A stone struck pastor Tom Palapande, 38, in the head during an open-air debate on June 21, part of a two-week evangelistic campaign. The first week featured only evangelistic events, and the second week included debates with area Muslims about Islamic and Christian scriptures, the Trinity and the Sonship of Jesus, among other topics.

The first three debates took place without incident, but in the fourth debate about Jesus as the Son of God, a sheikh found himself ill-prepared and left in the middle of the event, sources said. Embarrassed Muslims in the crowd responded by throwing stones at Pastor Palapande and shouting the jihadist chant, “Allah akbar,” they said.

“A big stone hit the pastor’s forehead, and the stones as well injured three other church leaders who were close to the pastor at the podium – Moses Balabye, Agrey Gibenya and Milton Magezi,” a church leader told Morning Star News.

Pastor Palapande said that he regained consciousness in a Kuwait clinic and was later transferred to a hospital in Mbale.

“This is not the first time when Muslims attacked us, especially when they lost debates in Nasenye, Nabiganda and Bumadanda,” Pastor Palapande told Morning Star News by phone. “I was beaten up, and it was falsely reported in a local newspaper as well as the local radio station that I am disrespecting the religion of Islam. This is a calculated move to tarnish my name.”

He appealed for the government of Uganda to protect him and to stop Muslims from assassinating his character.

“The perpetrators of this heinous crime must be found and punished to the fullest extent of the law,” he said.

Uganda’s constitution and other laws provide for religious freedom, including the right to propagate one’s faith and convert from one faith to another.

Muslims make up no more than 12 percent of Uganda’s population, with many concentrated in the eastern part of the country.

If you would like to help persecuted Christians, visit http://morningstarnews.org/resources/aid-agencies/ for a list of organizations that can orient you on how to get involved.  

If you or your organization would like to help enable Morning Star News to continue raising awareness of persecuted Christians worldwide with original-content reporting, please consider collaborating at https://morningstarnews.org/donate/? 

Photo: A stone knocked pastor Tom Palapande unconscious at a Muslim-Christian debate in eastern Uganda. (Morning Star News)
 

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Reading Torah scroll with yad (Torah pointer)
Shabbat Shalom Lorenzo,
Welcome to this week’s Torah portion—Parasha Matot-Masei (Tribes-Journeys)—which will be read in synagogues around the world during the morning service this Shabbat (Saturday).
Two parshiot are combined this week to accommodate the schedule of Torah readings for the Jewish year 5778.  Please study this double portion along with us.  We know you will be blessed!
MATOT-MASEI (Tribes-Journeys)
Numbers 30:2–36:13; Jeremiah 2:4–28, 3:4, 4:1–2; Matthew 23:1–25:46
"Moses said to the heads of the tribes [matot] of Israel:  'This is what the Lord commands:  When a man makes a vow to the Lord or takes an oath to obligate himself by a pledge, he must not break his word but must do everything he said.'"  (Numbers 30:1–2)
Last week, in Parasha Pinchas, God rewarded Aaron’s grandson, Pinchas (Phinehas), a pact of peace and everlasting priesthood in response to his zeal for the Lord.
In this week’s double Torah portion (parasha) of Matot-Masei, the Israelites are coming to an end of their 40 years of wandering in the wilderness.
Both Miriam and Aaron, the sister and brother of Moses, have died in the desert; and Moses, in preparing for the end of his life in the desert as well, has passed on the mantle of leadership to his successor — Yehoshua (Joshua).
This week’s reading begins with the laws regarding vows and oaths, emphasizing our responsibility to be a people who keep our word and do what we have promised.
The Lord goes on to command Moses to take vengeance on the Midianites in retaliation for their seducing the Israelites at Baal-peor.  Both Balak, the King of Moab, and Balaam, who had advised that Israel would be cursed if they were drawn into sin, are killed in this battle.
After the battle, a massive quantity of booty is distributed to the soldiers, and a share is designated for the sanctuary.

A 13-year-old Jewish boy carries the Torah scroll at the Western
(Wailing) Wall.  (Israel Ministry of Tourism photo by Jonathan Sindel)
Settlement on East Bank of the Jordan
As the tribes of Israel prepare to cross over the Jordan River into the Promised Land, the tribes of Reuven, Gad, and half of Manasseh approach Moses requesting permission to settle on the east side of the Jordan in the territories captured from Sichon and Og (Numbers 32:1–5).
Moses is at first disturbed by this request, accusing them of wanting to shirk their responsibility in following through on taking the Promised Land in obedience to the Lord’s command.
He asks these tribes, “Shall your brethren go to war while you sit here?”  (Numbers 32:6) 
He compares them to the ten spies who came back with a bad report, bringing calamity on Israel.  His concern is that their actions will discourage the Israelites from taking the Land.
However, these tribes have no intention of avoiding battle; they just prefer the land on the east side of the Jordan since it is suitable for their large herds and flocks of livestock.

A Jordanian boy leads his flock.  Although the Israelites first settled
on the east side of the Jordan, in the 20th century, that land was
allocated to the creation of an entirely new country called Transjordan
(Jordan) by the League of Nations.
They are not only willing to go into battle, they pledge to go ahead of the Israelites as shock troops to take the Land.
“We will arm ourselves for battle and go ahead of the Israelites until we have brought them to their place ....  We will not return to our homes until each of the Israelites has received their inheritance.”  (Numbers 32:17–18)
When Moses understands their motivation and the full plan, he agrees to their request and the Lord awards them their inheritance on the east side of the Jordan.
We can understand from this that Israel’s inheritance extends beyond the Jordan River.
This event also reminds each of us to patiently listen to a person’s reasoning when their request seems to be in conflict with a perceived goal.  We should not prejudge motivation and outcomes.

Two Israelis in conversation.  (Photo by Hendrik Wieduwilt)
Administering the Inheritance
As if to affirm the coming victory in the Promised Land, the Lord assigns a leader for each of the nine and a half tribes who will be in charge of administering the inheritance of the land of Canaan (west of the Jordan River) among the people.
In addition to this, God also instructs the people to drive out all the inhabitants of the Land once they receive it.  He warns them: 
“If you do not drive out the inhabitants of the land from before you, then it shall be that those whom you let remain shall be irritants in your eyes and thorns in your sides, and they shall harass you in the land where you dwell.”  (Numbers 33:55)
However, when the Israelites crossed the Jordan, many times they made treaties or allowed the Canaanites to dwell among them, where they continued practicing their pagan rituals.  In time, these groups either led the Israelites back into pagan practices or tried to attack them from within.
Today, some believe the Jewish People have no right to the land, but in this Parasha, we see the Creator of the Universe fulfill the promise He made to Jacob all those years earlier:
“The land I gave to Abraham and Isaac I also give to you, and I will give this land to your descendants after you."  (Genesis 35:12)

An 1889 map illustrating the division of
the Land of Israel between the Twelve
Tribes.  (Palestine, by Conder)
The Boundaries of Israel
“Then the LORD spoke to Moses, saying, “Command the children of Israel, and say to them: ‘When you come into the land of Canaan, this is the land that shall fall to you as an inheritance — the land of Canaan to its boundaries.”  (Numbers 34:1–2)
As the Creator of the Universe, God has the right to set the boundaries for the nations that He created.  In this week’s Parasha, God sets the borders of the territory of Israel, which are far larger than what Israel has settled today. 
Fully inhabiting our inheritance of Judea and Samaria and even east Jerusalem may seem impossible with the creation of a Palestinian State, but when the Messiah returns, there will be a redistribution of land to the Twelve Tribes, and the world will plainly see the extent of Israel's borders (Ezekiel 47:15–21).
At that time, says the Lord, “when I have brought them back from the nations and have gathered them from the countries of their enemies, I will be proved holy through them in the sight of many nations.”  (Ezekiel 39:27)
Unlike many of the foreigners who reside in the land today, after the war of Gog and Magog (Ezekiel 38–39) those who remain will have reverence for the God of Abraham, Isaac and Jacob and no other; therefore, as fellow Believers, the Lord makes them inheritors as well.
“You are to allot [the land] as an inheritance for yourselves and for the foreigners residing among you and who have children.  You are to consider them as native-born Israelites; along with you they are to be allotted an inheritance among the tribes of Israel.”  (Ezekiel 47:22)

A pedestrian street in Jerusalem.  (Israeli Ministry of Tourism
photo by Noam Chen)
Jeremiah Warns Israel of the Coming Exile
The prophetic reading (Haftarah) for this week is the second of the three “Haftarot of Admonition,” which are read during the Three Weeks.
During this three-week period between the 17th of Tammuz and the 5th of Av on the Jewish calendar (June 30 and July 22 on this year's civil calendar), we remember that the walls of Jerusalem were breached and the Temple was destroyed.
The Prophet Jeremiah had been warning about the impending destruction of the Holy Temple and of Jerusalem for at least a few decades leading up to the Babylonian invasion.
In this reading, he details the terrible sins of the kings and the people that led to that destruction.
“As the thief is ashamed when he is found out, So is the house of Israel ashamed; They and their kings and their princes, and their priests and their prophets, Saying to a tree, ‘You are my father,’ And to a stone, ‘You gave birth to me.’  For they have turned their back to Me, and not their face.
But in the time of their trouble they will say, ‘Arise and save us.’ But where are your gods that you have made for yourselves?  Let them arise, if they can save you in the time of your trouble.”  (Jeremiah 2:26–28)

Reading from a Torah scroll encased in a
protective Torah tik.
To understand the extent of their wickedness, we need only look at King Manasseh (c. 687–642) who “sacrificed his own son in the fire, practiced divination, sought omens, and consulted mediums and spiritists.  He did much evil in the eyes of the LORD, arousing His anger.”  (2 Kings 21:6)
The Book of the Law had been hidden away in the Temple so that even the kings had little to no knowledge of what was written in it.  Instead of worshiping the God of Israel as written in Scripture, images of Baal were erected in the Temple where God said His name would be placed forever.  (2 Chronicles 33:2–9)
The Lord warned Manasseh and the nation about their evil deeds, but they ignored Him.  So the Lord took action against them:
“He rose up the army commanders of the king of Assyria, who took Manasseh prisoner, put a hook in his nose, bound him with bronze shackles and took him to Babylon.”  (2 Chronicles 33:10–11)
While in captivity in Babylon, Manasseh repented and with great humility called out to God, who restored him to his reign.  
Manasseh and later his grandson King Josiah tried to return the nation to the worship of the God of Israel alone, but it seems their efforts came a little too late.  They were not able to provoke a national revival in the hearts of the people.
When these kings died, other kings took their place and continued to defile the Temple and disobey God's law.
Today, our cities and nations are full of the same sins that brought about the destruction of Jerusalem on Tisha B’Av (9th of Av) and of the world in the days of Noah — a time when men were given over to other men in marriage.
Yeshua (Jesus) told us that His coming would be in a time such as this:
“Just as it was in the days of Noah, so also will it be in the days of the Son of Man.  They were eating, they were drinking, they were marrying, they were being given in marriage, until the day that Noah entered the ark, and the flood came and destroyed them all.”  (Luke 17:26–27)

If the Torah scroll is not housed in a Torah tik (case), after the Torah
reading, the Golel (roller) performs Gelila (rolling up).  The Torah
is then bound with a sash and covered with the Torah cover.  The
honor of being the Golel is sometimes given to a child under Bar
Mitzvah age.
God Restores His People
Just as in the ancient days of Israel, God’s desire is to bring correction in order that people will repent and turn back to Him and live in righteousness; for it is not God’s will that even one person should perish.
We see this with Manasseh.  God allowed him to be taken captive, but even he received God’s mercy and restoration after sincerely repenting:
“In his distress he sought the favor of the LORD his God and humbled himself greatly before the God of his ancestors.  And when he prayed to Him, the LORD was moved by His entreaty and listened to his plea.  So He brought him back to Jerusalem and to his kingdom.  Then Manasseh knew that the LORD is God.”  (2 Chronicles 33:12–13)
Although a nation as a whole may still suffer the consequences of the collective sins of the people, God does show mercy and restores each individual person who sincerely humbles himself, calls on His name, and repents (2 Corinthians 7:10).
Therefore, let us make ourselves ready by genuinely turning from our sins and re-establishing His ways in our lives.
Further, God will grant everlasting life to those who believe that Yeshua cleansed them from their sins with His blood once and for all.
“For God so loved the world that He gave His one and only Son, that whoever believes in Him shall not perish but have eternal life.”  (John 3:16)
Those who believe are now free to live not as slaves to the sins of the ruler of the world, but as citizens of His Kingdom. 
So ready yourself and keep an upward gaze — looking for the soon coming of the Son of Man — Yeshua, our Messiah and Redeemer.
"Look, I am coming soon!  My reward is with me, and I will give to each person according to what they have done.”  (Revelation 22:12)
In these Last Days, God is moving among His people to physically and spiritually restore them.  You can be part of this end-time move of God by contributing to our work among the Jewish People.
"Hear the word of the LORD, you nations; proclaim it in distant coastlands:  'He who scattered Israel will gather them and will watch over His flock like a shepherd."  (Jeremiah 31:10)
  

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Im politician with a universal divine command to restore the Kingdom of Israel, to the blessing of all nations, that is why, it is called: "Kingdom of Palestine". Nations have lost their sovereignty occult powers banking seigniorage enlightened Masons Satanist are in control of history of people with Council of Foreign Relations, Bilderberg Group, Trilateral Commission. CSPBCSSMLNDSMDVRSNSMVSMQLIVB. This place is sacred, I'm erecting the temple, for my High Priest jew! This forces your efficiency, an angel is responsible for the observance of respect, dignity and truth of all these your statements.