solo questioni di sicurezza

chi proteggerà la SIRIA, se la Turchia la invade se, non la volete proteggere poi, dovete interrompere di prendere le sue armi chimiche.. perché lo sanno tutti che sono stati gli jihadisti ad usare le armi chimiche della ARABIA SAUDITA! Anche la Germania si unisce alle operazioni di distruzione delle armi chimiche. Notizie Geopolitiche – Anche la Germania prenderà parte alle operazioni di distruzione delle armi chimiche siriane, peraltro in forte ritardo sulla tabella di marcia in vista della scadenza del 30 giugno: a comunicare la decisione del governo tedesco, che comunque dovrà passare per il Bundestag (Parlamento) è stato oggi il ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier,

ah aha aha ah aha [ fratelli gay cosa state facendo voi vi state facendo strumentalizzare, da sporcaccioni che non amano sacrificio, pudore e virtù!! ] dietro le vostre spalle, pedofili, stupratori di animali innocenti, come Zapatero, che impongono ai bambini nelle scuole che è possibile avere il sesso con gli animali! vogliono distruggere la famiglia naturale e fare crollare moralmente la nostra società! .. quindi, i vigliacchi, dietro la vostra bandiera, si nascondono, tutti questi anticristi infamanti luridi pervertiti, pornocratici, soltanto, che hanno smarrito la strada della dignità! .. ma, io non vorrei mai associare voi a tutti loro, voi non lo permettete mai!
2014-04-03 [ nessuno osa accusare i musulmani, che, sono le prime vittime della LEGA ARABA, che, proprio loro sono gli islamici nazisti della sharia, per l'imperialismo saudita nel mondo califfato, sotto egida ONU UE USA CIA 666 Bush 322.. senza diritti umani e senza libertà di religione senza reciprocità, voi state a rovinare Israele e il genere umano! ] Terra Santa. I vescovi cattolici: parlare della persecuzione dei cristiani fa il gioco degli estremisti. Il modo e i toni strumentali e fuorvianti con cui certi circoli occidentali lanciano continui allarmi sulle persecuzioni subite dai cristiani in Medio Oriente risponde a calcoli politici e finisce per "fare il gioco degli estremisti". Lo spiegano i vescovi dell'Assemblea degli Ordinari cattolici di Terra Santa, in un documento diffuso ieri dalla Commissione Justitia et Pax che fa capo a quell'organismo episcopale regionale. "Persecuzione! In molte parti dell'Occidente" notano i vescovi "questa parola è sulle labbra della gente. Si dice che oggi i cristiani in Medio Oriente vengono perseguitati. Ma cosa sta davvero accadendo Come dovremmo parlare con verità e senza censure, come cristiani e come Chiesa, delle sofferenze e della violenza che continuano nella regione". Non c'è dubbio – riconoscono i vescovi cattolici di Terra Santa nel testo inviato all'agenzia Fides - che le recenti sollevazioni in Medio Oriente, definite all'inizio come "Primavera araba", hanno aperto la strada a forze e gruppi estremisti che "nel nome di una interpretazione politica dell'Islam stanno creando scompiglio in tanti Paesi, particolarmente in Iraq, Egitto e Siria. Non c'è dubbio che molti di questi estremisti considerano i cristiani come infedeli, come nemici e agenti di forze straniere ostili, o semplicemente come un bersaglio facile per le estorsioni". Tuttavia, secondo gli estensori del documento, occorre tenere conto che i cristiani non sono le sole vittime di questa violenza e brutalità. A pagare sono anche tanti musulmani non fanatizzati, definiti "eretici". Senza contare che nelle aree dove prevalgono gli estremisti sunniti, vengono attaccati e uccisi i musulmani sciiti, e viceversa. I cristiani "a volte vengono perseguitati in quanto cristiani", ma altre volte cadono vittime della stessa violenza che colpisce tutti gli altri.

Con la caduta dei regimi autoritari che garantivano "legge e ordine" – così prosegue l'analisi della situazione mediorientale esposta nel documento - è collassato anche l'ordine che essi avevano imposto con metodi di coercizione poliziesca e militare. I cristiani hanno vissuto in relativa sicurezza sotto i regimi dittatoriali. E ora alcuni di loro temono che, con la loro caduta, prevarrà il caos e la violenza scatenati dai gruppi estremisti. D'altronde – si legge in un passaggio autocritico del documento - la lealtà alla loro fede e la sollecitudine per il bene del proprio Paese, avrebbero dovuto spingere i cristiani a "parlare prima", a chiedere prima le riforme necessarie.
Davanti agli scenari presenti, in alcuni Paesi del Medio Oriente sembra in effetti che l'unica consolazione rimasta si trovi nel ripetere le parole di Cristo: "Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli". Tuttavia – sottolinea il documento in un passaggio chiave "la ripetizione della parola 'persecuzione' in diversi circoli - di solito riferita solo a ciò che soffrono i cristiani da parte di criminali definiti sempre come 'musulmani' - fa il gioco degli estremisti, in Patria e fuori, il cui scopo è seminare odio e pregiudizio e contrapporre tra loro i popoli e le religioni".
I vescovi cattolici di Terra santa suggeriscono di non fornire pretesti a chi persegue questi disegni. A loro giudizio, cristiani e musulmani devono resistere insieme contro le nuove forze dell'estremismo e della distruzione, che cercano di creare una società "svuotata di cristiani e dove solo pochi musulmani si sentirebbero a casa". Anche perchè "tutti noi, cristiani e musulmani" avverte il documento approvato dall'organismo episcopale inter-rituale, "dobbiamo essere consapevoli che il mondo esterno non farà nessuna mossa per proteggerci. Le potenze internazionali e regionali perseguono solo i propri interessi". (R.P.) http://it.radiovaticana.va/news/2014/04/03/terra_santa._i_vescovi_cattolici:_parlare_della_persecuzione_dei/it1-787371
Ucraina degli anticristo, golpisti assassini e calunniatori massoni, e satanisti di Rothschild, Spa, BCE, FMI, FED, UE USA 666 ! . Shevchuk: il 6 aprile Atto di consacrazione alla Santa Madre di Dio. "Proseguendo il servizio del mio grande predecessore sull'altare di Kiev-Halych, desidero ancora una volta, in comunione con tutta la Chiesa in Ucraina e nel mondo intero, rinnovare l'atto di consacrazione del popolo ucraino alla potente intercessione della Santa Madre di Dio". Così Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, leader della Chiesa greco-cattolica ucraina (Ugcc), spiegando che il ...» preghiamo per la liberazione, dalla grande usura, congiura massonica, che, è anarchia, burocrazia, immoralità, che soffoca i popoli del mondo.. questi sono i demoni farisei Spa, i parassiti usurai troika predatori, e dissanguatori dei popoli Bildenber! ] Venezuela: sulla crisi politica i vescovi invocano un dialogo sincero. La Conferenza episcopale venezuelana (Cev) ha diffuso un comunicato in cui presenta "come causa fondamentale della crisi che vive il Venezuela, la pretesa del partito di governo e del Presidente Nicolas Maduro di cercare di imporre il cosiddetto 'Plan de la Patria', dietro al quale si nasconde la promozione di un governo totalitario". Questo intento ha alimentato le proteste dell'opposizione e ...» Argentina: la Chiesa condanna l'aumento dell'insicurezza e della violenza
"Non c'è nessuna giustificazione" per gli atti di linciaggio verificatisi nei giorni scorsi in diversi luoghi del Paese: lo ha ribadito il vescovo di Gualeguaychú e presidente della Commissione per la pastorale sociale, mons. Jorge Eduardo Lozano, parlando ad una radio locale. "Viviamo in uno stato di diritto e abbiamo le istituzioni per risolvere i conflitti e le situazioni che ci riguardano; ...» Darfur: oltre 100 villaggi saccheggiati ed incendiati [ dove è la bestia saudita dove lui è sharia imperialismo dove Onu è dove i satanisti anticristo UE USA ] Combattenti delle Forze di rapido intervento (Rsf), costituite da paramilitari supportati da esponenti della tribù Abbala, avrebbero dato alle fiamme più di cento villaggi nell'area del Sud Darfur, tra lunedì e martedì. Lo riferisce l'emittente ...» Congo: nuove incursioni di ribelli rwandesi denunciate dalla società civile del Nord Kivu. I ribelli della Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda (Fdlr) hanno intensificato i loro attacchi contro i civili nell'area di Busanza (nell'est della Repubblica Democratica del Congo). Secondo una nota inviata all'agenzia Fides la cittadina ...»

lega araba sharia apostasia di merda blasfemia, assassini, ladri pedofili, stupratori assassini assassini! nazisti ladri, bugiardi, ipocriti! criminali! Pakistan: cattolici e musulmani in digiuno e preghiera per Sawan Masih e Asia Bibi. Minacce all'avvocato che li difende. La Chiesa cattolica pakistana ha celebrato un mercoledì di digiuno e preghiera per Sawan Masih ed Asia Bibi, due vittime delle controverse leggi sulla blasfemia nel Paese asiatico, condannate a morte e in attesa del processo di appello. All'iniziativa "a favore dei cristiani perseguitati" si sono unite anche diverse organizzazioni della società civile e semplici fedeli; ieri attivisti e leader..»
Tweet del Papa: non possiamo abituarci alla miseria che ci circonda, un cristiano deve reagire [ ok! troia troika!! Rothschild satanista ladro, usurio Banca mondiale Spa, puttana, IMF vipera, FED vampiro, BCE cannibale! criminale assassino, restituisci la nostra COSTITUZIONALE sovranità monetaria: IMMEDIATAMENTE!!! bildenebeg traditori, ] Il Papa ha lanciato questo nuovo tweet sull'account @Pontifex in nove lingue: "Non possiamo abituarci alle situazioni di degrado e di miseria che ci circondano.
In Libano oltre un milione di rifugiati siriani: un quarto della popolazione.. [ demonio king puttana, saudi puttana, arabia puttana, sharia troia, jihad lupa! ] Il numero dei profughi della guerra siriana registrati in Libano sorpassa la cifra di un milione, pari a un quarto della popolazione libanese ...» Vertice Ue-Africa-LEGA ARABA: rilanciata la cooperazione tra i due continenti, per diffondere la sharia e sterminare tutti i cristiani! ] [ Si è concluso oggi il vertice Unione Europea-Africa aperto ieri a Bruxelles. Si è trattato del IV vertice e ha riunito 80 tra capi di Stato e di ...»

2014-04-03 Crisi Ucraina massoni bildenberg Farisei, non hanno più pudore, neanche davanti alla logica più oggettiva ed evidente: se, Viktor Ianukovich sparava sulla folla di criminali, terroristi, come io gli avevo ordinato ora, la CIA 322 Bush, con i suoi cecchini non avrebbe realizzato il golpe! [ scambi di accuse tra Kiev e Mosca ]. La Russia richiama il rappresentante alla Nato. Non diminuisce la tensione tra Mosca e Kiev sulla crisi ucraina. I servizi segreti di Kiev hanno accusato agenti russi di aver collaborato con l'ex presidente Viktor Ianukovich in un'operazione per uccidere i dimostranti di piazza Maidan, nel febbraio scorso. Mosca ha subito smentito, annunciando inoltre di aver arrestato alcuni sovversivi ucraini. Il servizio di Giada Aquilino: Sono 25 i cittadini ucraini, tra cui alcuni esponenti di estrema destra, arrestati in Russia con l'accusa di attività sovversiva. Secondo i servizi segreti di Mosca, gli arrestati preparavano attentati in 7 regioni del Paese. La notizia degli arresti giunge quando il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov ha respinto tutte le accuse sui servizi di sicurezza nazionali, ritenuti implicati da Kiev nell'operazione con cui in febbraio l'ex presidente Ianukovich avrebbe ordinato omicidi di massa dei dimostranti che protestavano a piazza Maidan: a lanciarle, oggi in conferenza stampa, il nuovo capo dei servizi di sicurezza ucraini, Valentyn Nalyvaichenko, secondo cui Ianukovich avrebbe dato direttamente "l'ordine criminale di sparare sui manifestanti", causando tra il 18 e il 20 febbraio scorsi almeno un centinaio di vittime. Sul piano diplomatico, il Cremlino ha richiamato per consultazioni il rappresentante militare russo presso la Nato - dopo che l'Alleanza atlantica aveva deciso di sospendere la collaborazione civile e militare con Mosca - e avrebbe chiesto spiegazioni sul rinforzo delle difese nell'est europeo. Immediata la smentita del segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, che ha accusato la Russia di "propaganda". http://it.radiovaticana.va/news/2014/04/03/crisi_ucraina:_scambi_di_accuse_tra_kiev_e_mosca._la_russia_richiama/it1-787591

Papa Francesco: la preghiera è una lotta con Dio che ci cambia il cuore.. [ e se la preghiera è una lotta, poi, non deve essere sempre gratificante! e poi, non ti devi arrendere nella preghiera! ] La preghiera è una lotta con Dio e va fatta con libertà e insistenza, come un dialogo sincero con un amico. Questa preghiera cambia il nostro cuore, perché ci fa conoscere meglio come Dio è realmente: è questo, in sintesi, quanto ha detto Papa Francesco nella Messa presieduta stamani a Santa Marta commentando le letture del giorno. Ce ne parla Sergio Centofanti: Il dialogo di Mosè con Dio sul..»

Il Papa ai vescovi del Rwanda: 20 anni dopo il genocidio, la Chiesa sempre impegnata a curare le ferite. [ ma, king saudi arabia lui ferisce! ] La Chiesa è impegnata nella ricostruzione di una società rwandese riconciliata. E' quanto assicurato da Papa Francesco nell'udienza ai vescovi del Rwanda, proprio nei giorni in cui si commemora il 20.mo del genocidio di oltre un milione di persone nel Paese africano. Il Papa - nel discorso consegnato ai presuli - riconosce che, ancora, oggi ci sono ferite profonde da guarire e sottolinea perciò che è importante superare i pregiudizi e le divisioni etniche e proseguire sul cammino della riconciliazione. Il servizio di Alessandro Gisotti:
Ci sono ferite e sofferenze difficili da rimarginare. Papa Francesco esordisce così nel suo discorso ai vescovi del Rwanda, a pochi giorni dal 20.mo del genocidio che scosse il Paese africano nel 1994. Il Papa si associa al dolore dei rwandesi e assicura..»

Miracolo Madonna di Fatima ] king Saudi Arabia nazi sharia -- questo è sicuro: "tu non vuoi la libertà di religione, perché, tu sai che la tua religione è la merda! " [ il miracolo del sole è un evento miracoloso collegato alle apparizioni mariane della Madonna di Fatima nel 1917 e preannunciato dalla Santissima Vergine ai tre piccoli veggenti nel corso delle apparizioni precedenti (iniziate il 13 maggio dello stesso anno) e precisamente il 13 luglio. Questa promessa di un evento soprannaturale divenne di dominio pubblico e i giornali anticlericali ricamarono molto sul "promesso prodigio" che, a loro avviso, non ci sarebbe stato. A mezzogiorno del 13 ottobre 1917 settantamila persone, presenti anche giornalisti pronti a raccontare la prevista delusione della folla e a smascherare l'inganno, chiamate a raccolta alla Cova da Iria, presso la cittadina portoghese di Fátima, da tre pastorelli, videro il disco solare (che poté essere fissato direttamente, senza difficoltà) cambiare colore, dimensione e posizione per circa dieci minuti. The Miracle of the Sun was an event which occurred on 13 October 1917, attended by 30,000 to 100,000 people gathered near Fátima, Portugal. Several newspaper reporters were in attendance and they took testimony from many people who claimed to have witnessed extraordinary solar activity. This recorded testimony was later added to by an Italian Catholic priest and researcher in the 1940s.
According to these reports, the event lasted approximately ten minutes. The three children (Lucia dos Santos, Jacinta Marto and Francisco Marto) who originally claimed to have seen Our Lady of Fátima also reported seeing a panorama of visions, including those ofJesus, Our Lady of Sorrows, Our Lady of Mt. Carmel, and ofSaint Joseph blessing the people. The event was officially accepted as a miracle by the Catholic Church on 13 October 1930. On 13 October 1951, thepapal legate,Cardinal Tedeschini, told the million people gathered at Fátima that on 30 October, 31 October, 1 November, and 8 November 1950,Pope Pius XIIhimself witnessed the miracle of the sun from the Vatican gardens. As três crianças haviam relatado em datas anteriores que Nossa Senhora tinha prometido um milagre para o meio-dia de 13 de Outubro, na Cova da Iria,"de modo que todos pudessem acreditar.
De acordo com muitas indicações das testemunhas, por exemplo o avô materno de Fátima Magalhães, entre muitos outros, após uma chuva torrencial, as nuvens desmancharam-se no firmamento e o Sol apareceu como um disco opaco, girando no céu. Algumas afirmaram que não se tratava do Sol, mas de um disco em proporções solares, semelhante à lua. Disse-se ser significativamente menos brilhante do que o normal, acompanhado de luzes multicoloridas, que se reflectiram na paisagem, nas pessoas e nas nuvens circunvizinhas. Foi relatado que o pretenso Sol se teria movido com um padrão de ziguezague, assustando muitos daqueles que o presenciaram, que pensaram ser o fim do mundo. Muitas testemunhas relataram que a terra e as roupas previamente molhadas ficaram completamente secas num curto intervalo de tempo,e, também relatam curas de paralíticos e cegos, assim como demais doenças não explícitas. De acordo com relatórios das testemunhas, o Milagre do Sol durou aproximadamente dez minutos. As três crianças, relataram terem observado Jesus, a Virgem Maria, e São José abençoando as pessoas dentro ou junto do Sol. Outras testemunhas afirmaram ter visto vultos de configuração humana dentro do Sol quando este desceu.

Streghe o sante vive [ Gli autori del «Malleus maleficarum» in un saggio della storica israeliana Tamar Herzig. 03 aprile 2014. Uno studio impeccabile dal punto di vista del rigore filologico e scientifico quello che la storica Tamar Herzig, docente all'università di Tel Aviv, ci offre in questo volume — Christ transformed into a Virgin Woman. Lucia Brocadelli, Heinrich Institoris and the Defence of the Faith (Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2013, pagine 330, euro 48) — pubblicato in inglese nella collana diretta da Gabriella Zarri «Scritture nel chiostro». Albrecht Dürer, «La strega» (incisione su rame, particolare, 1500 circa) Lo studio, scrive Anna Foa, tocca uno dei nodi più interessanti della storia religiosa dell'ultimo Quattrocento e dell'inizio del Cinquecento, l'impegno inquisitoriale nella caccia alle streghe e nella difesa della fede, collegandolo da vicino con il problema del culto delle "sante vive", per usare l'espressione dell'importante studio del 1990 di Gabriella Zarri, quelle terziarie cioè dell'ordine di san Domenico, lontane seguaci di Caterina da Siena, che nell'Italia della seconda metà del secolo XV offrirono un modello di estremo ascetismo, non senza suscitare all'interno della Chiesa, accanto a ferventi devozioni, anche dure opposizioni: Lucia Brocadelli da Narni, Stefana Quinzani e Colomba da Rieti, tutte e tre beatificate tra Sei e Settecento e assai controverse in vita, in particolare la Brocadelli che manifestò le stimmate, suscitando la forte opposizione dei francescani. A mettere insieme l'attività inquisitoriale in difesa della fede e in particolare nella repressione della stregoneria con l'attenzione per questi modelli di santità, troviamo una figura assai nota, quella dell'inquisitore alsaziano Heinrich Institoris, conosciuto soprattutto come uno dei due domenicani autori del Malleus maleficarum, il più noto manuale inquisitoriale contro le streghe di tutta la storia, il libro de chevet di ogni inquisitore o giudice laico interessato alla repressione della stregoneria, infinite volte ristampato in gran parte d'Europa fra il 1487, data della sua prima pubblicazione, e l'intero Seicento. icostruire il contesto della pubblicazione del Malleus e la figura dei suoi autori, sottolineando il ruolo dominante di Institoris, in confronto a quello di colui che passa per esserne il coautore, Jacob Sprenger. La ricostruzione minuziosa che nella prima parte del libro Tamar Herzig
fa della figura di Institoris contribuisce a rendere più chiaro il suo ruolo e la sua importanza come inquisitore e poi, a partire dal 1500, come nunzio di Alessandro VI in Boemia con il compito di reprimere il movimento hussita, e a sottolineare le discrepanze che l'analisi attenta delle sue
battaglie in difesa della Chiesa fa emergere. La sua opera come inquisitore delle streghe e come autore del Malleus, in cui sulla scia del suo predecessore Nider —l'autore di un manuale d'inquisizione contro le streghe, il Formicarius, da lui molto utilizzato — legò strettamente
all'accusa di stregoneria una forte carica misogina, che individuò il reato come essenzialmente femminile. E che insomma molto contribuì a far nascere l'immagine, troppo spesso generica e unidirezionale, che la caccia alle streghe sia stata l'esito della secolare ostilità della Chiesa contro
le donne.

Nelle donne vittime di violenza Il volto di Cristo di GUALTIERO BASSETTI La recente condanna dei vili aggressori di Lucia Annibali, a cui è stato devastato il viso con l'acido, interroga profondamente la coscienza di ogni persona e non può lasciare muta la Chiesa di fronte a tali atti miserabili. È bene dirlo con estrema chiarezza e semplicità: noi tutti siamo Lucia Annibali. E siamo anche Tanya St. Arnauld, Kate Piper, Patricia Lefranc, Zakia Parveen, per ricordare solo alcuni nomi in un drammatico elenco di giovani donne vittime in ogni parte del mondo della stessa
violenza. Nel volto di queste donne noi vediamo il volto di Dio. Nelle piaghe di queste sofferenze, nella carne di queste persone noi troviamo il corpo di Cristo. Deriso, calunniato, umiliato, flagellato, crocifisso, Gesù ci ha insegnato l'amore. Un amore sconfinato e gratuito, concreto e generoso, che ci possiede totalmente, che «riempie i vuoti» — dice Papa Francesco — e «le voragini negative che il male apre nel cuore e nella storia». Un amore che, invece, in queste storie atroci di violenza, viene irrimediabilmente negato da un'atavica concezione nella quale la donna è ridotta a oggetto da possedere e da disprezzare. Concezione resa ancor più violenta da una diffusa mentalità maschilista e individualista che finisce per indurire i cuori. Ecco allora esistenze alienate in cui l'essere umano tragicamente smarrisce la gioia ed è sempre più incapace di amare l'altro. Incapacità che paralizza lo spirito, riduce l'eros a puro atto consumistico, mercifica gli affetti e arriva a compiere violenze indicibili. Papa Francesco nell'esortazione apostolica Evangelii gaudium scrive che sono «doppiamente povere» quelle «donne che soffrono situazioni di esclusione, maltrattamento e violenza, perché spesso si trovano con minori possibilità di difendere
i loro diritti». Oggi guardiamo con fiducia alla giustizia dei tribunali civili e nello stesso tempo ci rivolgiamo allo Spirito creatore perché induca un cambiamento profondo nel cuore di chi ha compiuto questi atti abbietti. Certamente le difficoltà e le ingiustizie subite fanno amara la vita
di ogni persona. Le violenze possono addirittura renderla insopportabile e difficile da comprendere.
Tuttavia, il senso profondo della nostra esistenza non si può smarrire se seguiamo la bussola della vita: è Gesù, sempre, l'ago calamitato che indica la direzione nel vortice di un mare in burrasca ed è lui a indirizzarci verso il Padre. Con Gesù di Nazareth il Verbo di Dio si è incarnato ed è entrato nella storia dell'umanità. Senza la consapevolezza di questa presenza carnale si rischia di ridurre il cristianesimo a una religiosità dal vago sapore sociale o, all'opposto, si arriva a costringerlo in un angusto orizzonte di valori e di precetti morali. I valori e i precetti, invece, acquistano senso compiuto solo se incarnati in una persona. Mai come oggi, infatti, è fondamentale «andare verso l'uomo» perché, come scriveva Emmanuel Mounier, è l'essere umano «l'unica realtà che ci sia dato di conoscere e, in pari tempo, di costruire dall'interno». E mai come oggi è doveroso, oltre che necessario, difendere le persone più deboli. A partire da quelle donne che hanno subito una violenza cieca e odiosa che, inesorabilmente, recide la comunione di Dio con l'intera umanità.

Un milione di profughi siriani. in Libano GINEVRA. I profughi siriani registrati nel vicino Libano sono ormai più di un milione. Il dato è stato fornito oggi da António Guterres, alto commissario dell'Onu per i rifugiati, in un comunicato che parla di «record disastroso, aggravato dal fatto che le risorse si stanno esaurendo rapidamente e le comunità che li ospitano sono vicine al punto di rottura». In effetti, un milione di persone rappresentano secondo le stime dell'Onu un quarto della popolazione attualmente residente in Libano (l'ultimo censimento ufficiale risale al 1970, quando i libanesi erano poco più di due milioni). «Un afflusso di tale portata — si legge nel comunicato — sarebb e imponente per qualsiasi Paese. Per una Nazione piccola e attraversata da difficoltà e dissidi interni come il Libano, l'impatto è sconcertante». In Siria, intanto, i combattimenti non s'interrompono e, anzi, si segnalano riprese di scontri armati anche su alcuni fronti relativamente tranquilli nelle ultime settimane. È il caso dell'area settentrionale di Damasco: un'intensa attività militare è in corso da ieri intorno a Jawbar, nella stessa zona dove, in marzo, era stata concordata una tregua tra l'esercito governativo e gli insorti. Accanto a questo, c'è anche una entusiastica accettazione del misticismo delle "sante vive" e un'intensa opera di diffusione del loro culto fuori dall'Italia, in un contesto in cui molte delle accuse rivolte alle mistiche riguardavano proprio la
mancanza di obbedienza all'autorità religiosa maschile. A spiegare questa contraddizione tra la sua scarsissima considerazione delle donne e, al tempo stesso, l'esaltazione della santità di Lucia da Narni e delle sue consorelle, Herzig introduce una spiegazione affascinante: più carnali e più deboli, le donne sarebbero per Institoris più soggette a subire tanto l'influenza del male, divenendo streghe, tanto quella del bene, dal momento che potevano raggiungere, in quanto donne, un grado perfetto di imitazione di Cristo. In sostanza, mentre l'eresia intellettuale, teologica è per Institoris un reato tipicamente maschile, l'eresia delle streghe è un reato tipicamente femminile, in cui a essere al centro dell'attenzione è il corpo, la sessualità. Così come, dall'altro verso, la volontà delle mistiche di imitare Cristo si esprime nel digiuno e nelle stigmate, che toccano appunto il corpo e non la fede consapevole. Un'imitazione di Cristo che giungeva — come scriveva nel 1501 il cardinale Ippolito d'Este in una lettera utilizzata da Institoris nel suo opuscolo: Stigmifere virginis, pubblicato in appendice al volume — a parlare di Christum Ihesum in virgine quadam transformatus, di Cristo trasformato in una vergine. Una piena esaltazione della spiritualità di queste sante mistiche, che Institoris utilizza, diffondendola in Europa, al servizio della battaglia contro tutti gli eretici e gli infedeli, dai musulmani, nella propaganda per la Crociata, agli ebrei, contro cui In-stitoris operò concretamente a Trento e a Innsbruck, alle streghe. L'immagine che emerge di questo periodo della storia religiosa tanto in Italia che in Europa è certo complessa, molto più composita e fitta di contraddizioni di quanto non appaia generalmente. Per non parlare delle controversie feroci tra francescani e domenicani a proposito della stigmatizzazione di queste sante, o delle lotte tra conventuali e osservanti all'interno dell'Ordine domenicano: è un'immagine che ci mostra ad esempio, nella storia dell'inquisizione medioevale ai suoi ultimi passi, un'istituzione più vitale di quanto non siamo abituati a considerarla e impegnata non solo nella caccia alle streghe, ma anche contro gli eretici e gli infedeli. Ugualmente complessa appare poi la figura stessa di Institoris, accusato dai suoi nemici, quali il vescovo Golser a Bressanone, di essere dedito all'alcool, ma nonostante ciò un personaggio di primo piano in Curia, dove si recava assai spesso, protetto dai Papi, da Innocenzo VIII a Alessandro VI. Insomma, un personaggio di primo piano della Chiesa di quegli an-ni difficili prima della Riforma, prima dell'Inquisizione romana, prima del Sacco di Roma, prima insomma della grande trasformazione del Cinquecento. Un'immagine, inoltre, in cui la questione della donna e del genere emerge inaspettatamente in primo piano fino addirittura a definire l'esistenza di eresie femminili ed eresie maschili. E a porre l'accento sull'importanza di quell'altro grande fenomeno della fine del Quattrocento e dell'inizio del Cinquecento che è il misticismo femminile, nella sua diffusione in Italia come in Germania e nella Spagna
dell'uniformità religiosa
Un amico con cui pregare Messa a Santa Marta. 03 aprile 2014. Pregare è come parlare con un amico: per questo «la preghiera deve essere libera, coraggiosa, insistente», anche a costo di arrivare a "rimproverare" il Signore. Con la consapevolezza che lo Spirito Santo c'è sempre e ci insegna come fare. È lo stile della preghiera di Mosè quello che Papa Francesco ha riproposto nella messa celebrata giovedì mattina, 3 aprile, nella cappella della Casa Santa Marta. Marc Chagall (1887-1985), «Il riposo di Mosè». Questa piccolo "manuale" della preghiera è stato suggerito al Pontefice dalla lettura del passo del libro dell'Esodo (32, 7-14), che racconta «la preghiera di Mosè per il suo popolo che era caduto nel peccato gravissimo dell'idolatria». Il Signore — ha spiegato il Papa — «rimprovera proprio Mosè» e gli dice: «Va', scendi, perché il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d'Egitto, si è pervertito». È come se in questo dialogo Dio volesse prendere le distanze, dicendo a Mosè: «Io non ho niente a che fare con questo popolo; è il tuo, non è più il mio». Ma Mosè risponde: «Perché, Signore, si accenderà la tua ira contro il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d'Egitto con grande forza e con mano potente». E così, ha affermato il Santo Padre, «il popolo è come in mezzo a due padroni, a due padri: il popolo di Dio e il popolo di Mosè». Ecco allora che Mosè inizia la sua preghiera, «una vera lotta con Dio». È «la lotta del capo del popolo per salvare il suo popolo, che è il popolo di Dio». Mosè «parla liberamente davanti al Signore». E così facendo «ci insegna come pregare: senza paura, liberamente, anche con insistenza». Mosè «insiste, è coraggioso: la preghiera deve essere così!». Dire parole e niente più non vuol dire infatti pregare. Si deve anche saper «"negoziare" con Dio». Proprio «come fa Mosè, ricordando a Dio, con argomentazioni, il rapporto che ha con il popolo». Dunque «cerca di "convincere" Dio» che se scagliasse la sua ira contro il popolo farebbe «una brutta figura davanti a tutti gli egiziani». Nel libro dell'Esodo si leggono infatti queste parole di Mosè a Dio: «Perché dovranno dire gli Egiziani: "Con malizia li ha fatti uscire, per farli perire tra le montagne e farli sparire dalla terra" Desisti dall'ardore della tua ira e abbandona il proposito di fare del male al tuo popolo». In buona sostanza Mosè «cercava di "convincere" Dio a cambiare atteggiamenti con tante argomentazioni. E queste argomentazioni va a cercarle nella memoria». Così «dice a Dio: tu hai fatto questo, questo e questo per il tuo popolo, ma se adesso lo lasci morire nel deserto cosa diranno i nostri nemici». Diranno — prosegue — «che tu sei cattivo, che tu non sei fedele». In questo modo Mosè «cerca di "convincere" il Signore», ingaggiando una «lotta» nella quale pone al centro due elementi: «il tuo popolo e il mio popolo». La preghiera ha successo, perché «alla fine Mosè riesce a "convincere" il Signore». Il Papa ha rimarcato che «è bello come finisce questo brano» della Scrittura: «Il Signore si pentì del male che aveva minacciato di fare al suo popolo». Certo, ha spiegato, «il Signore era un po' stanco per questo popolo infedele». Ma «quando uno legge, nell'ultima parola del brano, che il Signore si pente» e «ha cambiato atteggiamento» deve porsi una domanda: Chi è cambiato davvero qui È cambiato il Signore «Io credo di no» è stata la risposta del vescovo di Roma: a cambiare è stato Mosè. Perché egli — ha affermato il Pontefice — credeva che il Signore avrebbe distrutto il popolo. E «cerca nella sua memoria com'era stato buono il Signore con il suo popolo, come lo aveva tolto dalla schiavitù dell'Egitto per portarlo avanti con una promessa». È appunto «con queste argomentazioni che cerca di "convincere" Dio. In questo processo ritrova la memoria del suo popolo e trova la misericordia di Dio». Davvero, ha proseguito il Papa, «Mosè aveva paura che Dio facesse questa cosa» terribile. Ma «alla fine scende dal monte» con una grande consapevolezza nel cuore: «il nostro Dio è misericordioso, sa perdonare, torna indietro nelle sue decisioni, è un padre!».
Sono tutte cose che Mosè già «sapeva, ma le sapeva più o meno oscuramente. È nella preghiera che le ritrova». Ed è anche «questo che fa la preghiera in noi: ci cambia il cuore, ci fa capire meglio com'è il nostro Dio». Ma per questo, ha aggiunto il Pontefice, «è importante parlare al Signore non con parole vuote come fanno i pagani». Bisogna invece «parlare con la realtà: ma, guarda, Signore, ho questo problema nella famiglia, con mio figlio, con questo o quell'altro... Cosa si può fare Ma guarda che tu non mi puoi lasciare così!». La preghiera prende e richiede tempo. Infatti «pregare è anche "negoziare" con Dio per ottenere quello che chiedo al Signore» ma soprattutto per conoscerlo meglio. Ne viene fuori una preghiera «come da un amico a un altro amico». Del resto «la Bibbia dice che Mosè parlava al Signore faccia a faccia, come un amico». E «così deve essere la preghiera: libera, insistente, con argomentazioni». Persino «"rimproverando" un po' il Signore: ma tu mi hai promesso questo e non l'hai fatto!». È come quando «si parla con un amico: aprire il cuore a questa preghiera». Papa Francesco ha anche ricordato che, dopo il faccia a faccia con Dio, «Mosè è sceso dal monte rinvigorito. Ho conosciuto di più il Signore. E con quella forza che gli aveva dato riprende il suo lavoro di condurre il popolo verso la terra promessa». Dunque «la preghiera rinvigorisce». Il Pontefice ha concluso chiedendo al Signore che «dia a tutti noi la grazia, perché pregare è una grazia». E ha invitato a ricordare sempre che «quando preghiamo Dio, non è un dialogo a due» ma a tre, «perché sempre in ogni preghiera c'è lo Spirito Santo» Dunque «non si può pregare senza lo Spirito Santo: è lui che prega in noi, è lui che ci cambia il cuore, è lui che ci insegna a dire a Dio "padre"». È allo Spirito Santo, ha aggiunto il Papa, che dobbiamo chiedere di insegnarci a pregare «come ha pregato Mosè, a "negoziare" con Dio con libertà di spirito, con coraggio». E «lo Spirito Santo, che è sempre presente nella nostra preghiera, ci conduca per questa strada».

Due in uno. [ sacramento del matrimonio ] All'udienza generale Papa Francesco parla del matrimonio come icona dell'amore di Dio. 02 aprile 2014. Il matrimonio è «l'icona dell'amore di Dio per noi», perché fa dei due sposi «una sola esistenza». Lo ha ricordato Papa Francesco all'udienza generale di mercoledì 2 aprile, in piazza San Pietro, concludendo il ciclo di catechesi dedicate ai sacramenti. Proprio del matrimonio il Pontefice ha parlato come del sacramento che «conduce nel cuore del disegno di Dio». La coppia matrimoniale è infatti l'immagine della comunione tra le tre persone della santissima Trinità — il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo — che «vivono da sempre e per sempre in unità perfetta». Nell'unione «intima» tra l'uomo e la donna si rispecchia dunque l'amore di Dio: e non a caso la Bibbia usa in proposito «un'espressione forte» parlando dei due sposi come di «un'unica carne». Un «disegno stupendo» — ha commentato il Papa — che «si attua nella semplicità e anche nella fragilità della condizione umana». Per questo il Pontefice non si è nascosto le «tante difficoltà» e le «prove» che esistono nella vita coniugale: e tra queste ha citato il lavoro, l'educazione dei figli, i problemi economici. «Tante volte il marito e la moglie litigano fra loro» e «alcune volte volano anche i piatti», ha aggiunto sorridendo. Ma, ha proseguito, «per fare la pace non è necessario chiamare le Nazioni Unite»; è sufficiente «un piccolo gesto, una carezza» prima che finisca la giornata, e così all'indomani «si comincia un'altra volta».
E qui il Papa ha aggiunto un consiglio spirituale già raccomandato altre volte ai coniugi: quello di utilizzare sempre tre parole — «permesso, grazie, scusa» — che aiutano la vita familiare a superare difficoltà e ostacoli. «Con queste tre parole, con la preghiera dello sposo per la sposa e viceversa, con fare la pace sempre prima che finisca la giornata — ha assicurato — il matrimonio andrà avanti». Al termine dell'incontro, nel salutare i vari gruppi di fedeli presenti in piazza San Pietro, Papa Francesco ha ricordato la popolazione dell'Aquila colpita cinque anni fa dal terremoto e ha lanciato un appello per la ricostruzione della case, delle chiese e del patrimonio artistico del capoluogo abruzzese danneggiato dal sisma.

Diplomazia al lavoro per salvare i colloqui di pace [ma, Israele deve essere riconosciuto, e questo è formalmente e giuridicamente indispensabile, e la Sharia, senza reciprocità e senza diritti umani, deve smettere di minacciare il genere umano! ]. Indette riunioni straordinarie dei negoziatori israelo-palestinesi e della Lega araba. 03 aprile 2014. La diplomazia internazionale si è messa subito al lavoro nel difficile tentativo di fare ripartire i colloqui di pace tra israeliani e palestinesi. L'inviato statunitense per il Vicino Oriente, Martin Indyk — dopo che la Casa Bianca si è detta ieri delusa dagli ultimi sviluppi, bollando come controproducenti le azioni «inutili e unilaterali» attribuite a israeliani e palestinesi — ha infatti convocato una riunione di emergenza con l'obiettivo di salvare il negoziato tra le due parti, faticosamente ripreso l'estate scorsa. E per valutare lo stallo nei colloqui di pace, anche la Lega araba ha convocato un vertice straordinario dei ministri degli Esteri per il 9 aprile prossimo. Nel corso dell'incontro, si discuterà del rifiuto di Israele di rilasciare il quarto e ultimo gruppo di detenuti palestinesi, in carcere da prima degli accordi di Oslo (1993). Una scelta che secondo il Governo israeliano non sarebbe stata obbligata, visto che i colloqui erano praticamente fermi dal novembre scorso.

L'OSSERVATORE ROMANO pagina 4.venerdì 4 aprile 2014. di GAETANO VALLINI. È uno sforzo di immaginazione quello che Keith Lowe chiede al lettore all'inizio del libro Il continente selvaggio. L'Europa alla fine della seconda guerra mondiale (Bari, Laterza, 2013, pagine 498, euro 25). Vuole che immagini un mondo senza istituzioni, in cui i confini fra Paesi sembrano dissolti lasciando uno spazio sterminato senza ordine e legge; un mondo privo di riferimenti, nel quale è difficile avere il senso di ciò che è giusto o sbagliato, e dove chiunque è un potenziale nemico. Non c'è denaro, non ci sono negozi, del resto non c'è roba da vendere, neppure cibo. Molti edifici sono ridotti a cumuli di macerie. I trasporti sono pratica-mente inesistenti, le informazioni non arrivano. «Uomini in armi vagano per le strade, arraffando ciò che più gli aggrada e minacciando chiunque intralci il loro cammino. Donne di tutte le classi ed età si prostituiscono per avere cibo e protezione. Non c'è, vergogna. Non c'è moralità. C'è solo sopravvivenza». Ebbene, quello che oggi apparirebbe fantasioso anche per un film hollywoodiano del genere catastrofico, è ciò che vissero milioni di persone «nel cuore di quella che per decenni era stata considerata come una delle più stabili e sviluppate aree della terra». «La ricercata frammentazione delle comunità aveva seminato un'irreversibile diffidenza fra vicini; e la carestia universale aveva reso la ci vollero mesi, se non anni, perché terminasse, e la fine arrivò a tappe, in momenti diversi nelle diverse parti d'Europa». Anzi, alcuni a Est sostengono che sia finita realmente addirittura in tempi molto più recenti: il conflitto era iniziato con l'invasione dei loro Paesi da parte dei nazisti prima e dei sovietici poi, quindi non lo si poteva dire concluso fino a che l'ultimo carro armato sovietico non avesse lasciato il suolo patrio; cosa che avvenne solo a partire dal 1989 e per diversi anni. Nell'immediato, come sempre al termine di una guerra, le persone erano più interessate alla sopravvivenza che a restaurare le basi della società. Affamate, spogliate di tutto e incattivite da anni di sofferenza, prima di sentirsi motivate a ricostruire dovevano far sbollire rabbia e rancore. E ciò non fu indolore. «Dopo la guerra — scrive Lowe — ondate di vendette e punizioni si riversarono su tutte le sfere della vita europea. Nazioni furono private di territori e disponibilità finanziarie, governi e istituzioni furono sottoposti a epurazioni, e intere comunità furono terrorizzate a causa di quello di cui, secondo l'opinione corrente, si erano rese responsabili durante la guerra. A subire le peggiori vendette furono soprattutto singoli individui. In tutta Europa, civili tedeschi furono percossi, arrestati, impiegati come schiavi da fatica o semplicemente assassinati. Soldati e poliziotti che avevano collaborato con i nazisti furono arrestati e torturati. Donne che erano andate a letto con soldati tedeschi furono denudate, rasate e fatte circolare per le strade coperte di catrame. Donne tedesche, ungheresi e austriache furono violentate a milioni. Lungi dal ripulire la lavagna, il primo dopoguerra vide al contrario un diffondersi dei torti fra le comunità e fra le nazioni, e molti di essi sono vivi tuttora».
Inoltre la fine della guerra non significò una nuova armonia tra le varie etnie. Anzi, sottolinea lo storico, in alcune aree le tensioni etniche si inasprirono: «Gli ebrei continuarono a essere perseguitati, esattamente come lo erano stati durante la guerra. Dappertutto le minoranze divennero di nuovo obiettivi politici, e in qualche zona ciò portò ad atrocità altrettanto ripugnanti quanto quelle commesse dai nazisti». In sostanza, è la tesi di Lowe, quella dell'Europa nell'immediato dopoguerra non fu una storia di ricostruzione e riabilitazione, ma piuttosto «una storia di sprofondamento nell'anarchia. E questa è una storia che non è mai stata scritta veramente». In effetti gli studi che affrontano il periodo post bellico prendono in esame un arco di tempo molto più ampio dei cinque anni — approssimativamente dal 1944 al 1949 — presi in considerazione da questo libro. Un'opera importante, quindi, che tenta di colmare in parte la lacuna. Perciò nella lettura non ci si imbatterà ad esempio nei processi di Norimberga, o nel piano Marshall, perché l'attenzione è concentrata su un momento precedente, «quando la maggior parte dell'Europa era ancora estremamente volatile, e la violenza poteva divampare di nuovo alla minima provocazione. In un certo senso — ammette Lowe — io tento l'impossibile: tento di descrivere il caos». Un tentativo che — eludendo il rischio di rimanere impigliato in una ristretta visione occidentale, prevalente nella maggior parte degli studi su questo periodo — coglie nel segno attraverso un racconto minuzioso, vivido, a tratti agghiacciante, delle vendette, delle rappresaglie, delle pulizie etniche che continuarono a insanguinare l'Europa. Il tutto con due scopi dichiarati dallo stesso Lowe. Il primo è «sostenere che questi furono in realtà gli ultimi spasmi della seconda guerra mondiale, e in molti casi costituirono un trapasso quasi senza soluzione di continuità all'inizio della Guerra Fredda». Il secondo, «forse il più importante, è di illuminare un sentiero attraverso il labirinto di miti che si sono diffusi sul dopoguerra. Molti dei "massacri" su cui ho investigato — spiega lo storico — si rivelano, a un più attento esame, molto meno drammatici di quanto siano di solito rappresentati. Allo stesso tempo, alcune atrocità assolutamente sbalorditive sono state rabberciate, o sono andate semplicemente perdute sotto la ramazza di altri avvenimenti storici. Se forse è impossibile scoprire l'esatta verità che sta dietro ad alcuni di questi eventi, è almeno possibile eliminare alcune delle falsità». Sono quelle falsità usate da quanti ancora oggi vogliono sfruttare odio e risentimento a proprio vantaggio, cercando di distorcere il giusto equilibrio della storia. Da loro mette in guardia in ultima analisi Lowe, che chiede uno sforzo di onestà intellettuale: «Dobbiamo mostrare come visioni concorrenti della storia possono esistere l'una accanto all'altra. Dobbiamo mostrare come le passate atrocità s'inquadrano nel loro contesto storico, e come la vergogna non sia di una parte soltanto ma di tutte le varie parti. Dobbiamo sforzarci sempre di scoprire la verità, soprattutto quando si arriva alle statistiche e la verità diventa incontrovertibile. Dopotutto, è storia, e non le si dovrebbe consentire di avvelenare il presente»

ALGERI. È iniziata ieri sera ad Algeri la visita di due giorni del segretario di Stato americano, John Kerry. Durante gli incontri — ha spiegato il portavoce del ministero degli Esteri algerino, Sherif Abdelaziz Benali saranno sul tavolo «non solo questioni di sicurezza». Con i funzionari del Governo di Algeri, Kerry parlerà infatti «anche di cooperazione economica, commerciale e politica» (cioè come i farisei bildenberg potranno sfruttare, i fessi rubando la sovranità monetaria! ), ha precisato Benali. Tra i temi in agenda ci saranno inoltre i problemi del Sahel, con particolare riferimento alla crisi in Mali e alla questione del Sahara occidentale, regione sotto il controllo marocchino ma sulla quale il popolo sahrawi, con l'appoggio di Algeri, rivendica l'indi-pendenza. «Gli Stati Uniti svolgono un ruolo fondamentale per la risoluzione della questione del Sahara occidentale», ha chiarito Benali

Depenalizzato in Italia il reato di clandestinità, ROMA. [ non è colpa dei migranti, se, i nostri massoni Bildenberg sono i traditori, che, hanno venduto a Rothschild la nostra sovranità monetaria, e noi non siamo più nelle condizioni, di badare a noi stessi, per non essere in grado, di badare a nessuno! ] La Camera dei deputati italiana ha approvato ieri il disegno di legge sulle misure alternative al carcere che contiene al suo interno l'abolizione del reato di immigrazione illegale. Si tratta, fra l'altro, della prima legge di iniziativa parlamentare e non governativa varata in questa legislatura. In carcere per tale reato non è mai finito nessuno, ma la presenza della
norma nella legislazione aveva contribuito in modo rilevante ad appesantire il lavoro di magistrati e forze dell'ordine. La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha parlato di segno di maturità del Parlamento, prova della volontà politica di voltare pagina rispetto al pensiero dominante degli ultimi anni che ha criminalizzato i migranti.
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